Regno Unito e AELS più distanti

Le diffidenze di Oltremanica per le associazioni plurinazionali rendono meno praticabile il "piano svizzero", ma... non tutto è perduto

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La Brexit può rappresentare un’occasione per la Svizzera. Per avvinare le due economie, intensificare gli scambi commerciali, rafforzare le relazioni, anche politiche. Accompagnato da una delegazione di politici elvetici - come preannunciato a fine agosto - Hans-Peter Portmann, membro del Consiglio Nazionale e della Commissione di Politica Estera, ha trascorso qualche giorno a Londra, per incontrare rappresentanti del governo e delle istituzioni britanniche.

Il suo piano originario, ovvero un ritorno del Regno Unito all'Associazione europea di libero scambio (AELS, che Londra contribuì a fondare con la Svizzera nel 1960, per poi uscirne nel 1972), per il momento appare accantonato. Troppe le diffidenze Oltremanica verso una nuova associazione plurinazionale, soprattutto nei giorni dell’uscita - tutt’altro che semplice e indolore - dall’Unione Europea. Ma Portmann resta ottimista dopo i colloqui avuti con esponenti dell’esecutivo guidato da Boris Johnson: il post-Brexit è destinato ad evidenziare affinità e compatibilità tra i due paesi, favorendo un nuovo dialogo, basato su nuovi presupposti. A tutto favore di determinati comparti. Libera da norme e regolamentazioni europee, per esempio, la City potrà ripensare gli accordi col settore finanziario svizzero.

Lorenzo Amuso

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