L'ex premier italiano Matteo Renzi ha fondato un nuovo partito, lasciando il PD (keystone)

"Renzi terrà in vita il Conte bis"

Stefano Folli, editorialista de La Repubblica: "Nuove elezioni spazzerebbero via il suo nuovo partito"

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"Credo che il motivo della fretta (di abbandonare il PD, all'indomani della formazione del nuovo Governo con il M5S n.d.r.) sia che Renzi ha bisogno di consolidare la sua posizione in questa nuova veste parlamentare, prima che arrivino al pettine i nodi della legge finanziaria e anche delle famose nomine negli enti pubblici di primavera. Quindi vuole consolidarsi. Prima comincia, lui pensa, prima arriva all'obbiettivo di darsi un profilo parlamentare chiaro", così Stefano Folli, editorialista de La Repubblica ai microfoni della RSI, intervistato per capire i motivi della decisione dell'ex presidente del Consiglio italiano Matteo Renzi che, martedì, ha annunciato la sua scissione dal Partito democratico per dare vita a un nuovo partito, chiamato "Italia viva". Con Renzi, per ora, 40 parlamentari, 25 deputati e 15 senatori.

L'appoggio che Renzi ha garantito al Conte-bis è una promessa credibile?

"C'è una convenienza di Renzi a tenere in vita questo Governo. Renzi tutto può volere tranne nuove elezioni che spazzerebbero via questa sua creatura, fragile per adesso. I sondaggi non sono incoraggianti, lo danno intorno al 4/5%. E' chiaro che lui farà di tutto per evitare le elezioni e oggi evitare le elezioni significa tenere in vita il Governo Conte".

La scissione, però, colpisce di sicuro, duramente, il Partito Democratico, indebolendolo ulteriormente. Potrebbe addirittura decretarne la morte?

"Sì, questo è un rischio evidente. Il PD ha smesso da un pezzo di essere una forza propulsiva, sul piano di una visione coraggiosa del Paese, di capacità di proporre riforme strutturali. Adesso, obbiettivamente, questa vicenda potrebbe essere un colpo mortale. Al tempo stesso il personalismo di Renzi può anche essere una scommessa perdente. Se questo nuovo partito non ha successo, si rischia di essere perdenti sui due versanti: sul versante del PD più tradizionale e sul versante di questa iniziativa, che certamente è un po' estemporanea e anche spregiudicata".

Sui contenuti programmatici del nuovo movimento non si sa granché. Potrebbe essere una sorta di "En Marche" di Emmanuel Macron?

"E' totalmente carente sotto questo aspetto. Non dimentichiamo che Macron è stato capace di mettere insieme elementi di centro-destra ed elementi di centro-sinistra in Francia, ma è diventato quello che è diventato perché ha vinto le elezioni. Il suo movimento "En Marche" è stato costruito per poter ricavare il massimo dal sistema elettorale francese. Qui siamo in presenza di una situazione completamente diversa, è un movimento che ha paura delle elezioni e punta sul proporzionale, l'opposto esatto della Francia".

RG/Anna Valenti/M. Ang.

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