Proteste a Yangon (keystone)

Sanzioni svizzere contro il Myanmar

Misure contro 11 persone implicate nel colpo di Stato – Oltre 500 civili morti dallo scorso febbraio - Suu Kyi accusata di violazione segreti di Stato

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La Svizzera ha deciso di adottare sanzioni nei confronti dei responsabili del colpo di Stato in Myanmar, allineandosi così a quanto già deciso da Stati Uniti, Regno Unito ed Unione Europea. Sono 11 le persone interessate dalle misure.

Nel mirino di Berna ci sono il comandante capo Min Aung, nove alti ufficiali delle forze armate e il presidente della commissione elettorale. La decisione giunge dopo due mesi dal rovesciamento del Governo da parte della giunta militare, che da allora ha instaurato un regime repressivo.

Nuove violenze in Myanmar

Nuove violenze in Myanmar

TG 20 di sabato 27.03.2021

 

Centinaia di civili uccisi

Moltissime persone sono scese e continuano a scendere in strada a protestare, scontrandosi con le forze dell’ordine. Secondo le Nazioni Unite, almeno 107 persone, tra cui sette bambini, sono state uccise sabato scorso nella repressione delle proteste scoppiate in tutto il Paese. Dal colpo di Stato del 1° febbraio si contano oltre 500 morti fra i civili, secondo l'Associazione per l'assistenza ai prigionieri politici (AAPP).

Il Myanmar è confrontato con un rischio "senza precedenti" di "guerra civile", ha affermato mercoledì l'inviata speciale dell'ONU, la diplomatica svizzera Christine Schraner Burgener, chiedendo al Consiglio di Sicurezza di usare "tutti i mezzi" per evitare una "catastrofe" e un "bagno di sangue".

Suu Kyi accusata di violazione segreti di Stato

Aung San Suu Kyi è stata accusata in patria anche di aver violato una legge sui segreti di Stato risalente all'epoca coloniale. Lo ha reso noto uno dei suoi legali, Khin Maung Zaw. Sulla leader birmana, tenuta in isolamento dall'esercito sin dal suo arresto durante il colpo di stato del 1 febbraio, pendono diverse accuse, tra cui quella di corruzione e di "incitamento a disordini pubblici".

 

ATS/ludoC
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