Anna Gabriel con il suo legale nel 2018 a Ginevra (keystone)

Separatisti catalani spiati

Governo spagnolo sospettato di essersi intrufolato nei telefoni di alcune persone, forse anche in Svizzera

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La Spagna avrebbe spiato i telefoni dei separatisti catalani e fra le vittime (almeno tre) vi sarebbe anche l'ex deputata Anna Gabriel, rifugiatasi in Svizzera a Ginevra dopo il referendum per l'indipendenza del 2018, in seguito al quale era stato emesso un mandato d'arresto per ribellione e altri capi di accusa.

 

Secondo il suo avvocato Olivier Peter, contattato dall'agenzia Keystone-ATS, se le autorità spagnole non hanno fatto domanda di assistenza alla Confederazione, "ci dovrà essere l'apertura di un procedimento penale". In assenza di un'autorizzazione si tratterebbe infatti di un atto "illegale".

Il caso è stato portato alla luce lunedì dal quotidiano britannico "The Guardian" e da quello spagnolo "El Pais" e riguarderebbe un "programma spia" venduto dal gruppo israeliano NSO ai Governi solamente per tracciare terroristi e criminali. "Il fatto che i servizi segreti spagnoli non abbiano negato, secondo noi conferma tutto", ha dichiarato Peter.

Il software in questione, che si chiama Pegasus, era già noto: sfruttava passate debolezze nella sicurezza di WhatsApp. La società di proprietà di Facebook aveva fatto causa alla NSO, il cui prodotto sarebbe stato usato per hackerare fra l'aprile e il maggio del 2019 gli apparecchi di 1'400 utenti di vari paesi, fra oppositori in esilio, giornalisti, ...

La vicenda ha già provocato la reazione anche del presidente del Parlamento catalano Roger Torrent, anche lui preso di mira: in una conferenza stampa ha dichiarato martedì che quanto portato alla luce conferma l'esistenza di "uno spionaggio politico" in Spagna, anche se il Governo di Madrid nega di esserne al corrente, e che ricorrerà a tutti i mezzi politici e giuridici per ottenere un chiarimento.

ATS/pon
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