La Svizzera non boicotta le Olimpiadi

TG 20 di giovedì 13.01.2022

"Sui diritti meglio non interrompere il dialogo"

Olimpiadi invernali di Pechino e Mondiali di calcio in Qatar: la consigliera federale Viola Amherd spiega la posizione della Svizzera

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Mancano poco più di 20 giorni all'apertura delle Olimpiadi invernali di Pechino e 10 mesi all'inizio dei Mondiali di calcio in Qatar. Due importanti appuntamenti sportivi del 2022 che fanno discutere anche a livello politico, per la questione del mancato rispetto dei diritti umani in entrambi i Paesi. Diverse nazioni hanno già deciso di boicottare i giochi cinesi a livello diplomatico, ma tra questi non ci sarà la Svizzera.

Gran Bretagna, Stati Uniti, Australia e Giappone (per citare solo alcuni esempi) non manderanno in Cina nessun rappresentante politico. Un boicottaggio diplomatico al quale la Svizzera ha deciso di non aderire. "Abbiamo una delegazione di sportivi molto folta a questi Giochi. Pandemia permettendo, saremo quindi presenti. Riteniamo che sia 'giusto' avere una rappresentanza della Confederazione, soprattutto per sostenere i nostri atleti", spiega la ministra dello sport Viola Amherd.

E se gli altri Paesi vogliono dare un "segnale politico" forte, "la Svizzera percorre un'altra strada", ribatte. "Ogni consigliera o consigliere federale intavola, ad ogni incontro internazionale, il tema dei diritti umani. È ormai diventato uno "standard. Le soluzioni si ottengono meglio discutendo e non interrompendo il dialogo. La Svizzera offre i buoni uffici. A Ginevra ci sono già stati molti incontri. È così che diamo il nostro contributo", dichiara Amherd.

Nel 2022 non si parlerà, però, solo dei Giochi di Pechino, ma anche del mondiale di calcio in Qatar. Paese accusato di "sfruttamento" dei lavoratori migranti. Come si comporterà la Svizzera?

"Quello dei diritti umani è un tema che affrontiamo sempre. E parlarne non significa semplicemente accettare tutte le situazioni. Noi diciamo sempre in modo inequivocabile cosa (dal nostro punto di vista) va bene e cosa invece non va bene. Ma lo facciamo col dialogo. I titoli di prima pagina non servono a nulla", sostiene la capa del Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport.

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