Cindy Parlow Cone, presidente della Federazione, che aveva commissionato l'inchiesta dopo alcune denunce (keystone)

USA, scandalo abusi nel calcio femminile

"Una pratica sistemica" secondo un rapporto di inchiesta

  • Stampa
  • Condividi
  • a A

Aggressioni sessuali e altri abusi sono una pratica "sistemica" a tutti i livelli del calcio femminile, dalle giovanili alla nazionale, secondo un rapporto di 172 pagine pubblicato lunedì negli Stati Uniti e che getta una nuova ombra sul mondo dello sport a stelle e strisce, dopo lo scandalo che colpì la ginnastica.

A redigere il documento che mette in imbarazzo la Federazione, la quale promette ora misure, sono stati lo studio legale King & Spalding e l'ex procuratrice generale Sally Yates. Citano in particolare "commenti a carattere sessuale, avance, contatti fisici indesiderati e rapporti sessuali forzati" in seno alla lega nordamericana NWSL e anche in strutture riservate a giovani giocatrici. Si tratta di comportamenti che toccato "numerose squadre, diversi allenatori e tante vittime", "radicati in una cultura profonda". Sono oltre 200 le testimonianze ascoltate.

L'inchiesta di cui sono state presentate le conclusioni era stata voluta un anno fa dalla presidente della federazione Cindy Parlow Cone, sulla scia delle accuse di due calciatrici a Paul Riley, allenatore inglese che venne licenziato dalla squadra delle North Carolina Courage, così come il suo collega Richie Burke dalle Washington Spirit. È emerso fra l'altro che Rory Dames, che ha guidato le Chicago Red Stars fino alle sue dimissioni nel 2021, era responsabile di oscenità e abusi verbali e che aveva avuto diverse relazioni sessuali inappropriate con le giocatrici. Christy Holly, allenatore dello Sky Blue di Harrison nel New Jersey per una mezza stagione nel 2016 prima di essere costretto ad andarsene per una relazione non consentita, era stato comunque assunto dal Racing Louisville l'anno scorso e poi licenziato per dei palpeggiamenti.

La passività delle istanze sportive nazionali di fronte al fenomeno era stata denunciata anche da due star della nazionale, Megan Rapinoe e Alex Morgan, campionesse olimpiche nel 2012 e mondiali nel 2015 e 2019. L'inchiesta dà loro ragione, arrivando alla conclusione che Lega e Federazione "non hanno reagito in modo appropriato in diverse occasioni, quando confrontate a denunce".

 
AFP/pon
Condividi