Un soldato ucraino sopra un carro armato di Mosca distrutto in combattimento
Un soldato ucraino sopra un carro armato di Mosca distrutto in combattimento (Keystone)

Ucraina, si combatte e si ha paura

Nel Donbass infuriano violenti combattimenti mentre gli ucraini avanzano nella regione di Kharkiv; niente di nuovo per l'Azovstal

  • Stampa
  • Condividi
  • a A

L’ottantesimo giorno d’invasione russa dell’Ucraina vede combattimenti particolarmente intensi infuriare nella regione orientale del Donbass, su cui Mosca si sta concentrando senza compiere progressi significativi, mentre sono in corso trattative "difficilissime" sulla sorte degli ultimi difensori della strategica città portuale di Mariupol.

L'artiglieria ucraina pronta al combattimento con i nuovi armamenti giunti dall'Occidente
L'artiglieria ucraina pronta al combattimento con i nuovi armamenti giunti dall'Occidente (Twitter/@UKRINFORM)

"Vi sono pesanti scontri al confine con la regione di Donetsk, vicino a Popasna", ha commentato venerdì sera su Facebook Sergej Gaidaj, governatore ucraino della regione di Luhansk, riportando numerose perdite di dotazione e personale da parte dei russi. Gaidaj ha riferito pure che grazie a intercettazioni telefoniche “si è capito che un intero battaglione si è rifiutato di attaccare perché vedono cosa sta succedendo”.

 

Il Ministero della Difesa britannico ha dichiarato che venerdì le forze ucraine hanno "respinto con successo" un tentativo russo di attraversare un fiume vicino a Severodonetsk, causando pesanti perdite alle truppe di Mosca. Queste ultime comunque non mollano: hanno utilizzato mortai, artiglieria, lanciagranate e mezzi aerei per infliggere il massimo danno all'esercito ucraino, attaccando personale, fortificazioni, palazzi, mentre dieci assalti russi sono stati respinti in 24 ore intorno a Donetsk e Luhansk. Ma non mancano gli attacchi contro la popolazione civile, come nei pressi di Sumy.

I russi lasciano la regione di Kharkiv

La situazione intanto sembra essersi già ribaltata a Kharkiv, metropoli da quasi due milioni di abitanti prima dell’aggressione di Mosca e uno degli obiettivi prioritari per i russi. "La graduale liberazione della regione di Kharkiv dimostra che non lasceremo niente al nemico", ha affermato venerdì sera il presidente ucraino Volodymyr Zelensky nel suo messaggio quotidiano, annunciando che il recupero dei territori caduti in mano russa continua. "Ad oggi 1’015 località sono state liberate e altre sei nelle ultime 24 ore", ha detto.

 

In tali località sono stati ripristinati acqua, elettricità, comunicazioni, trasporti e servizi pubblici, ha detto il capo di Stato, che ovviamente non dimentica le città e i territori ancora sotto l'occupazione russa come Kherson e Mariupol. E per Mariupol Zelensky ha avuto un pensiero speciale in merito ai tanti combattenti ucraini trincerati nel labirinto di tunnel di epoca sovietica sotto l'acciaieria Azovstal e per i quali "sono in corso trattative molto difficili sulla prossima fase di evacuazione, i feriti gravi e il personale medico".

Sul piano della diplomazia, le telefonate del presidente francese e del cancelliere tedesco Olaf Scholz a Vladimir Putin hanno scatenato un vespaio di polemiche su scala internazionale. La premier estone, Kaja Kallas, ha duramente stigmatizzato tale approccio, sibilando a entrambi su Twitter: “Non. Dovete. Chiamarlo”. Altre personalità hanno invece ricordato che chiedere, come ha fatto Scholz, una tregua ora che la Russia è in affanno contro un’Ucraina sempre meglio armata significa consentire a Mosca di fare una pausa utile per riorganizzarsi e continuare l’aggressione.

Il reportage dall'Ucraina

Il reportage dall'Ucraina

TG 20 di venerdì 13.05.2022

 
Condividi