Un fiume in piena contro le armi

Circa 800'000 persone hanno manifestato a Washington, in seguito alla strage di Parkland, per chiedere maggiori restrizioni

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È un fiume in piena quello che percorre il centro di Washington con la "Marcia per le nostre vite" organizzata dagli studenti sopravvissuti alla strage di San Valentino a Parkland, in Florida.

"Noi siamo la generazione del cambiamento", dice Ann, che viene dalla Pennsylvania, ha 18 anni e sottolinea con orgoglio: "sono già registrata per votare. E sono qui perché da qui parte il cambiamento".

Il corteo, che ha visto la partecipazione di 800'000 persone, secondo gli organizzatori, si è svolto lungo Pennsylvania avenue fino ad arrivare ai piedi del Campidoglio, la sede del Congresso.

Commentando le manifestazioni, la Casa Bianca ha elogiato “i numerosi giovani americani coraggiosi che stanno esercitando oggi i diritti garantiti loro dal primo emendamento".

 

"Tenere al sicuro i nostri bambini è la massima priorità del presidente, cosa per cui ha sollecitato il Congresso ad approvare il rafforzamento dei controlli (su chi acquista le armi, ndr) e il provvedimento per fermare la violenza nelle scuole, promulgandoli come leggi", ha riferito la portavoce Lindsay Walters.

"Inoltre ieri il dipartimento di giustizia ha diffuso una normativa per bandire i bamp stock (potenziatori delle armi semi automatiche, ndr) seguendo l'impegno del presidente", ha aggiunto.

Oltre a quella nella capitale, manifestazioni sono state organizzate in tutti gli Stati americani, e diverse decine in giro per il mondo, soprattutto in Europa.

ATS/ludoC

USA, il nostro inviato

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TG 20 di sabato 24.03.2018

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