In Romandia e in Ticino, tuttavia, la campagna non è ancora iniziata (Archivio Tipress)

Verso un calo dei posti per apprendisti

Lo rivela una ricerca del Poli di Zurigo – “Tendenza preoccupante, fondamentale investire sui giovani per garantire personale qualificato”

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I posti di apprendistato previsti per il prossimo anno in Svizzera sono in calo. Sono infatti sempre di più le aziende intenzionate a ridurre l'offerta, questo almeno stando un nuovo sondaggio del Centro di ricerche congiunturali del Politecnico di Zurigo e dalla piattaforma online yousty.ch per i posti di tirocinio. Una tendenza che preoccupa gli esperti.

Sono quasi 2’200 le aziende che hanno partecipato al sondaggio. Di queste, una su cinque ha affermato di voler diminuire l'offerta dei posti di apprendistato nel 2023. Un dato molto più elevato rispetto allo scorso anno, sostiene Ursula Renold, coautrice della ricerca: “È una tendenza sorprendente, già oggi le aziende faticano infatti a trovare personale. Un problema che si accentuerà con il pensionamento dei cosiddetti baby boomer. È dunque nell'interesse delle imprese formare le giovani leve”.

È ancora presto per tirare le somme, relativizza però la professoressa del Politecnico di Zurigo. In Ticino e in Romandia, infatti, la campagna di collocamento degli apprendisti partirà solo in primavera e dunque la situazione potrebbe migliorare, “ma quasi certamente nel 2023 ci sarà una flessione dell'offerta”.

Flessione che, stando agli esperti, non è legata alla frenata dell'economia. Per formare i giovani, spiega Ursula Renold, “all'interno dell'azienda ci vogliono istruttori e istruttrice, ma a causa della penuria generale di personale in certi settori, attualmente, non si è abbastanza tempo da dedicare agli apprendisti. Per non stressare ulteriormente il personale già oberato, i datori di lavoro riducono dunque l'offerta formativa”. Questo è preoccupante, conclude la coautrice della ricerca, “perché nei prossimi anni aumenterà il numero dei giovani che terminerà la scuola dell'obbligo”.

Stando a Ursula Renold, Confederazione, Cantoni e associazioni economiche devono dunque sensibilizzare le imprese, spingerle ad investire anche in futuro nella formazione. Il problema della carenza di personale qualificato sarà infatti una realtà ancora per molto tempo.

Radiogiornale-Nunzi/Red.MM
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