In una foto del 2016 (keystone)

"Vittima di una macchinazione"

Polemiche in Francia, dopo che l’islamologo svizzero Tariq Ramadan ha annunciato la pubblicazione di un libro in cui attacca chi lo accusa di stupro

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“Sono stato vittima di una macchinazione”: Tariq Ramadan, l'islamologo svizzero sotto inchiesta in Francia per esser stato accusato di stupro da sei donne, va al contrattacco e dopo aver trascorso nove mesi in detenzione provvisoria, annuncia per oggi, mercoledì, la pubblicazione di un libro in cui si difende e attacca le sue vittime.

La giustizia francese ne ha autorizzato l’uscita in libreria, dopo che una delle donne che accusano Ramadan aveva cercato di bloccarne la pubblicazione, poiché tra le pagine viene fatto il suo vero nome. Il Tribunale di grande istanza di Parigi ha tuttavia ritenuto, essendo l'identità della donna già di dominio pubblico, che la sua richiesta era sproporzionata e lesiva della libertà di espressione del teologo, nipote del fondatore dei Fratelli musulmani. 

 

“È un libro in cui non c’è una parola di pentimento: chiede scusa solo a Dio, alla moglie, alla famiglia, a chi si è sentito deluso”, ci spiega la nostra collaboratrice a Parigi, Antonella Taquini: “Ramadan dice che le donne erano tutte consenzienti; parla di linciaggio mediatico e dice che non vuole mollare, che dimostrerà come sia stato demonizzato dalla stampa e dai politici, da una Francia che definisce razzista e anti-musulmana”.

Nuove accuse contro Ramadan

Nuove accuse contro Ramadan

TG 20 di domenica 16.09.2018

 

Come ha accolto la comunità islamica di Francia la notizia della pubblicazione del libro e più in generale quanto è stato sostenuto Ramadan in questi mesi di detenzione? “C’è un forte imbarazzo – ci risponde la giornalista -, sono in molti a parlare di crollo di un mito, a definirlo bugiardo e imbroglione. La Federazione musulmana si dice tradita dal comportamento del teologo, in totale contraddizione con i princìpi morali che un uomo che predica l’islam dovrebbe osservare, soprattutto se molto ascoltato dai giovani. Ed è qui che scatta l’allarme nella destra repubblicana, che interpreta le affermazioni di Ramadan come un appello all’insurrezione”. A sostenerlo, continua Antonella Tarquini, “c’è soprattutto una certa sinistra filoislamica europea, in particolare francese, dal noto filosofo Edgar Morin, che con lui ha scritto due libri, al direttore de Le Monde diplomatique Alain Greche e a quello del sito d’inchiesta Mediapart, Edwy Plenel”.

RG/ludoC
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