(Ti-Press / Francesca Agost)

Chi ha fede si droga meno

Lo dice uno studio condotto tra i giovani uomini svizzeri in alcuni centri di reclutamento

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I giovani uomini credenti consumano meno sostanze psicoattive rispetto ai loro coetanei che dichiarano di non credere in dio. È quanto emerge da uno studio del Fondo nazionale svizzero per la ricerca scientifica, che ha analizzato il consumo di droghe e tabacco da parte di circa 5'400 giovani convocati nei centri di reclutamento di Losanna, Windisch (AG) e Mels (SG) tra l'agosto 2010 e il novembre 2011.

Dei 543 ragazzi che si sono dichiarati “credenti”, il 30% fuma quotidianamente sigarette, il 20% fuma cannabis più di una volta la settimana e meno dell’1% ha consumato ectasy o cocaina nel corso dell'anno precedente. Per contro, dei 1'650 “atei” il 51% fuma quotidianamente, il 36% fa uso di cannabis più di una volta la settimana, mentre il 5% e il 6% ha consumato rispettivamente cocaina e ecstasy nell'anno precedente.

Gli altri tre gruppi analizzati (vedi a lato) si situano nella media tra i due estremi. Secondo i ricercatori, le cifre mostrano come il fatto di essere credenti abbia un'influenza protettrice sul consumo di droghe. Tuttavia, lo studio non consente di determinare se la differenza di comportamento sia legata ai precetti morali degli individui o a un controllo sociale.

ATS/cos


I giovani sono stati suddivisi in cinque gruppi sulla base delle risposte ottenute: i “credenti”, che praticano una religione, gli “spirituali”, che credono in una potenza superiore ma che non sono praticanti, gli “incerti”, che non sanno bene cosa pensare in materia religiosa, gli “agnostici”, che partono dal principio che nessuno può sapere se dio esiste, e gli “atei”, che non credono in dio.

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