Bici e treno, ciclisti furiosi

Pochi posti, prenotazioni obbligatorie e tante regole: in Svizzera è complicato caricare le due ruote sui convogli

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Si è molto parlato, durante l'estate, delle tante biciclette portate dai loro proprietari sui trasporti pubblici. Un boom che ha ora una conseguenza: a partire da aprile, sugli Intercity, sarà infatti obbligatorio riservare il posto per la propria bici. La misura delle FFS non piace però ai difensori delle due ruote.

"Il problema è che ci sono solo tre posti in testa e tre posti in coda al treno. I ganci sono troppo alti ed è difficile agganciare la bici. Ti passa la voglia di portare la bicicletta sul treno". Oltretutto fra marzo e ottobre bisogna riservare il posto per certi itinerari, un obbligo che a primavera verrà esteso a tutti gli intercity. La lobby dei ciclisti elvetici è furiosa, mentre sono già più di 1200 le lettere di protesta inviate alle FFS.

"Oggi sul treno oltre al biglietto normale devi prendere quello per la bici, più un biglietto di prenotazione che costa e che rende tutto più complicato. Tutto questo dissuade chi vuole spostarsi con la bicicletta, è un peccato", si lamenta Delphine Klopfenstein, vicepresidente Pro Velo.

Le ferrovie federali, più che guadagnare soldi, dicono di voler evitare gli ingorghi con una migliore ripartizione delle bici sui treni. Solo che quest’estate la vendita di biglietti per le biciclette è aumentata del 40%.

"Sui nuovi treni puntiamo ad avere più spazio per le biciclette. È che nei prossimi anni solo sull’asse Ginevra Losanna i passeggeri raddoppieranno e ci vorrà dunque il giusto equilibrio fra chi ha la bici e chi non ce l’ha. Perché le biciclette hanno bisogno di spazio", spiega Jean-Philippe Schmidt portavoce FFS. E già oggi, nei giorni di punta, le FFS aumentano la capienza di posti su certe tratte.

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