Bruno Boccaletti, responsabile della cultura religiosa per la RSI
Bruno Boccaletti, responsabile della cultura religiosa per la RSI (RSI)

Caffè con le guardie svizzere

Il commento di Bruno Boccaletti dopo il giuramento odierno delle guardie del corpo del Papa

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Tra i rumors più assurdi circolati negli ultimi mesi, in Vaticano, è girata la voce di una possibile soppressione delle guardie svizzere, proposito attribuito allo stesso Papa Francesco. Niente di più falso: il corpo militare rossocrociato sembra più vivo e vegeto che mai. Grazie – guarda caso! - allo stesso Pontefice che pare gradire non solo di scambiare i tradizionali convenevoli con i giovani in servizio (e di parlarne bene in pubblico, appena può), ma li invita pure informalmente a bere un caffè per sentire dalla loro viva voce come vanno le cose.

È così, dicono le gole profonde d’Oltretevere, che Francesco ha deciso, in quattro e quatt’otto, di sostituire l’ex comandante Daniel Anrig, troppo severo, con il nuovo comandante, Christoph Graf, più attento ad accorciare i lunghi, faticosi periodi di guardia. E più propenso, forse, a mollare le briglie delle libere uscite nella grande bellezza di Roma.

Le riforme che stanno segnando il pontificato di Bergoglio nascono così: non da piani pastorali elaborati a tavolino da dotte commissioni interne, ma – è il caso delle guardie svizzere - da un caffè bevuto in compagnia con i ventenni che vegliano sui suoi passi. È il metodo della prossimità, dell’incontro con le persone in carne ed ossa, con i loro bisogni di tutti i giorni. Questa è la Chiesa di Bergoglio.

Bruno Boccaletti

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