Cassis: "Condanniamo le azioni della Russia"

Il presidente della Confederazione: "Berna riprenderà le sanzioni economiche annunciate dall'UE contro la Russia. Il Consiglio federale è molto preoccupato per la situazione dei civili in Ucraina"

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La Confederazione condanna in maniera molto ferma l'invasione dell'Ucraina da parte della Russia e si allinea in parte alle sanzioni annunciate mercoledì dall'Unione europea.

"Oggi è una giornata triste, che non avremmo mai voluto vedere. Sul suolo europeo è iniziato un conflitto armato. Una situazione che malgrado tutti gli sforzi diplomatici non siamo riusciti ad evitare. Il Consiglio federale condanna l'intervento militare della Russia in maniera molto ferma, quindi esorta la Russia a ritirare le sue truppe immediatamente dal territorio ucraino". Si è espresso così il presidente della Confederazione, Ignazio Cassis, oggi (giovedì) a Berna, al termine della riunione straordinaria del Consiglio federale sulla guerra in atto in Ucraina. "Il Consiglio federale è molto preoccupato per la situazione, è molto vicino alle famiglie delle vittime ed esprime la sua solidarietà a tutta la popolazione del Paese".

Cassis: "Neutralità non significa indifferenza"

La mossa di Mosca è un atto contrario al diritto internazionale e una violazione dell'integrità territoriale e della sovranità dell'Ucraina, ha aggiunto il capo del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE). "La Svizzera mette la sua neutralità al servizio della diplomazia internazionale per evitare che si ricorra alla peggior soluzione, cioè le armi per risolvere i conflitti, ma neutralità non significa indifferenza. Il Consiglio federale, tenendo conto dell'atteggiamento russo, ha assunto un atteggiamento chiaro", ha detto Cassis, sottolineando che, al momento, la Svizzera non intende imporre le proprie sanzioni nei confronti di Mosca, ma riprenderà quelle annunciate dall'UE. L'esecutivo vuole soprattutto evitare che la Svizzera venga usata come piattaforma per aggirare le sanzioni imposte dall'UE.

Dopo l'annessione russa della Crimea nel 2014, l'Unione europea aveva adottato misure di ritorsione. La Confederazione non l'aveva seguita in base al principio che Berna le adotta unicamente se decise in sede ONU e anche per motivi di neutralità. Questa volta, invece, l'esecutivo ha deciso di rafforzare la sua risposta: alcune delle sanzioni annunciate ieri dall'UE saranno riprese anche dalla Svizzera, in particolare in ambito finanziario.

Membri della Duma e oligarchi russi nella black list

La Confederazione ha deciso di allinearsi all'Unione europea in relazione alla black list che include i membri della Duma che hanno votato a favore del riconoscimento delle repubbliche del Donbass da parte di Mosca. Nel mirino anche persone - ad esempio oligarchi - ed entità che hanno un ruolo nella minaccia all'integrità ucraina e che includono soggetti che sostengono finanziariamente o materialmente l'aggressione nei confronti di Kiev.

L'ambasciata a Kiev da oggi è chiusa. Al momento il corpo diplomatico non verrà evacuato, ha spiegato Cassis, precisando che questa sera terrà una videoconferenza con le autorità elvetiche presenti in Ucraina.

Cassis atteso alla riunione urgente OSCE

Il presidente della Confederazione Ignazio Cassis parteciperà oggi pomeriggio a una riunione ministeriale d'emergenza dell'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE) sulla situazione in Ucraina. La riunione è stata convocata dalla presidenza polacca dell'istituzione. Lo ha dichiarato un portavoce del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE). Inizialmente, la partecipazione svizzera era prevista a livello di Segreteria di Stato.

ATS/M. Ang.
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