Il surriscaldamento globale potrà solo essere limitato (keystone)

Clima, la Svizzera deve adattarsi

Un nuovo studio di MeteoSvizzera e ETHZ non lascia spazio a dubbi: il paese diverrà sempre più caldo, pioverà di meno ma gli eventi estremi saranno più frequenti

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La Svizzera diventerà non solo più asciutta e più calda, ma dovrà in futuro gestire anche la diminuzione delle nevicate e l’aumento delle forti piogge: sono le conclusioni dei climatologi di MeteoSvizzera e del Politecnico di Zurigo, che oggi, martedì, hanno presentato a Zurigo il progetto “Scenari climatici CH2018”, elaborato su mandato della Confederazione.

Nello specifico, se non si dovessero prendere a livello globale provvedimenti incisivi, la temperatura dell’aria vicino al suolo aumenterà in media di 2,5-4,5 °C e nel contempo si registrerà fino ad un quarto di precipitazioni in meno. Le temperature massime aumenteranno in modo molto più marcato delle temperature medie: le giornate estive più calde saranno di 2 - 5,5 °C più calde di quelle attuali e le estati canicolari come quelle da primato degli anni 2003 e 2018 potranno quindi diventare la norma, sottolineano i ricercatori.

 

Eventi estremi più frequenti

Pioverà mediamente meno, ma gli eventi estremi, con forti precipitazioni, saranno più frequenti e gli inverni saranno nettamente più caldi, con un aumento della temperatura compreso tra 2 e 3,5 °C. Avremo quindi più precipitazioni ma, osservano gli studiosi, non sotto forma di neve, poiché la quota dell’isoterma di zero gradi durante l’inverno salirà dagli attuali 850 metri fino a 1'500 metri di quota.

"Puntare sull'adattamento"

Nonostante gli forzi o i provvedimenti che potranno essere presi, gli esperti svizzeri non lasciano spazio a dubbi: il surriscaldamento globale potrà solo essere limitato, ed è per questo necessario puntare su “un’efficiente politica di adattamento”. Ed il progetto appena presentato ne getta appunto le basi.

RG 12.30 del 13.11.2018: le spiegazioni di Marco Gaia, meteorologo di MeteoSvizzera
RG 12.30 del 13.11.2018: le spiegazioni di Marco Gaia, meteorologo di MeteoSvizzera

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