Coronavirus e siti di shopping falsi

Nelle ultime settimane si è registrato un aumento degli ordini su internet del 50%, una situazione che secondo gli esperti potrebbe favorire i truffatori

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L’emergenza coronavirus sta avendo ripercussioni sul commercio in tutta la Svizzera. Se da una parte i negozi non essenziali si ritrovano in una situazione svantaggiosa perché forzati a chiudere, dall’altra il commercio online è fiorente. L’aumento degli ordini in questo periodo è esploso del 50%, una situazione analoga a quella che si registra ogni anno sotto Natale.

Tuttavia, insieme agli ordini online c’è il rischio che aumentino anche i portali illegali per truffare i clienti. Nell’ultimo mese, la polizia cantonale zurighese è intervenuta per bloccare oltre 450 siti internet fasulli, appositamente creati per trarre in inganno.

Questo tipo di fenomeno è presente in Svizzera dal 2016, quando si contavano circa 700 siti truffaldini. Nel 2017 e nel 2018 si sono moltiplicati, passando rispettivamente a 6'100 e 6'400.

In seguito alle misure di contrasto adottate, nel 2019 si è registrata una diminuzione, ma secondo gli esperti questa situazione emergenziale potrebbe portare a una nuova ondata di portali di shopping falsi.

Dopotutto, creare un sito finto non è difficile, come ha sottolineato Compass, una ditta specializzata nella sicurezza informatica. Il rischio più grande per i clienti non è tanto il non vedersi recapitare il proprio ordine ed essere derubati, quanto il fornire i propri dati personali a malintenzionati.

È necessario quindi prestare particolarmente attenzione a offerte troppo clamorose, a prezzi indicati in valute estere su un sito con dominio svizzero (.ch) o quando non esiste alcun indirizzo di contatto della società.

TG/PSo
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