Un momento di incertezza per il personale (keystone)

Credit Suisse, i dipendenti chiedono chiarezza

La banca intende sopprimere 2'000 impieghi nella Confederazione - "In caso di licenziamenti, attivare il piano sociale"

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L'Associazione svizzera degli impiegati di banca (ASIB) auspica chiarezza riguarda all'impatto che la ristrutturazione di Credit Suisse avrà nella Confederazione e sui progetti futuri nel Paese. Chiede inoltre agli ex dirigenti, ritenuti responsabili di una politica aziendale sbagliata negli ultimi anni, di restituire i milioni incassati sotto forma di bonus.

Secondo quanto affermato dal presidente del consiglio di amministrazione Axel Lehmann a SRF, saranno 2'000 i posti che andranno persi nei prossimi tre anni in Svizzera. "Agiremo principalmente attraverso le fluttuazioni naturali e consentiremo anche ai dipendenti di cercare nuove posizioni all'interno dell'azienda", ha promesso il manager 63enne. "Siamo in contatto permanente con l'istituto e se ci dovessero essere dei licenziamenti chiediamo di attivare il piano sociale che esiste già, per ridurre le conseguenze negative", ha detto ai microfoni della RSI uno dei responsabili dell'ASIB, Clément Dubois.

In una nota l'organizzazione fa comunque presente come lo stesso CEO Ulrich Körner si sia espresso giovedì - nelle comunicazioni aziendali - per una "forte banca svizzera", quale nucleo del nuovo gruppo. Anche per l'ASIB si tratta quindi di rafforzare le redditizie attività elvetiche e proteggere di conseguenza anche gli impieghi nel Paese.

ATS/RG/pon
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