Il dossier torna ora al Nazionale per l'eliminazione di divergenze (srf)

Criminalità, analisi DNA da estendere

Va in questo senso il progetto di legge approvato mercoledì dal Consiglio degli Stati

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Un progetto di legge, adottato mercoledì all'unanimità dagli Stati, prevede di estendere l'analisi del DNA di sospetti criminali anche ad altre caratteristiche fisiche visibili come l'età, il colore degli occhi, dei capelli e della pelle, nonché la discendenza biogeografica. Il dossier torna però al Nazionale per la gestione di divergenze.

In particolare, la Camera dei cantoni vuole che l'estensione delle analisi a caratteristiche fisiche visibili sia concessa solo per un numero limitato di reati gravi, visto che la cosiddetta "fenotipizzazione" (termine tecnico di questo procedimento) e la ricerca di legami di parentela costituiscono gravi limitazioni dei diritti fondamentali.

Il progetto già approvato lo scorso maggio dal Nazionale prevede la revisione della legge sui profili del DNA al fine di mettere a disposizione degli inquirenti nuovi strumenti d'indagine per crimini gravi. Alcuni di essi sono già in uso, e autorizzati dai tribunali, ma ora andrebbero iscritti nella legge.

Gli esiti delle analisi dovrebbero poter essere utilizzati solo per le inchieste riguardanti uno specifico caso, e non saranno registrati nella banca dati sui profili genetici. Inoltre il metodo dovrà essere impiegato per far luce su reati, come gli stupri e gli omicidi, sanzionati con una pena detentiva massima superiore a 3 anni.

Tali metodi sono stati contestati dalla sinistra, poiché si correrebbe il rischio di gettare discredito su determinate categorie della popolazione, sia perché di origine extraeuropea sia per il loro modo di vita. La Camera dei cantoni ha tenuto conto di questa problematica stabilendo che il ricorso a simili analisi possa avvenire solo per un catalogo specifico di reati gravi contro la vita e l'integrità della persona e di altri reati come ad esempio le rapine, ma non il furto o la ricettazione.

ATS/ARi

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