Un F-35 fotografato a Emmen
Un F-35 fotografato a Emmen (keystone)

F-35 senza aspettare il voto

Il Consiglio federale condivide il parere commissionale e vuole firmare il contratto entro il 31 marzo 2023

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Il Consiglio federale appoggia la proposta di firmare i contratti d’acquisto dei 36 caccia F-35A con il Governo statunitense entro il 31 marzo 2023, ossia entro la scadenza dell’offerta, senza dover aspettare i risultati della votazione sull’iniziativa popolare "Contro gli F-35 (Stop F-35)".

È quanto ha deciso l'Esecutivo nella sua seduta di oggi, mercoledì. Non è infatti sicuro che, in caso di rinegoziazione, sia possibile acquistare gli aerei da combattimento alle stesse condizioni, in particolare ai prezzi stabiliti e rispettando i termini di consegna previsti. Negli scorsi giorni, in visita a Washington, la responsabile del Dipartimento della difesa Viola Amherd aveva già affermato di condividere la presa di posizione della Commissione della politica della sicurezza degli Stati, specificando però che si trattava di un "parere personale".

Viola Amherd a Washington

Viola Amherd a Washington

TG 20 di venerdì 13.05.2022

 

Sin dallo scoppio della guerra in Ucraina - scrive il Governo - molti Paesi hanno aumentato il loro budget per l’armamento: la Finlandia ha deciso di acquistare 64 F-35A, la Germania 35 e il Canada 88. In questo contesto il rischio di ritardi nella consegna si fa sempre più concreto. Gli aerei devono comunque essere consegnati, come previsto, a partire dal 2027 per poter garantire la protezione della popolazione dalle minacce aeree anche dopo il 2030.

Prima della loro accettazione da parte del popolo e dei Cantoni, si precisa, le iniziative popolari non sviluppano nessun effetto giuridico; una nuova disposizione costituzionale entrerebbe in vigore solo dopo l’accettazione.

Basta Tiger, ma più spesa militare

Il Consiglio federale si distanzia invece dalle raccomandazioni della Commissione riguardo agli F-5 Tiger, di cui è confermata la messa fuori servizio che farà risparmiare 44 milioni anno.

Ha però pure stabilito un aumento di 300 milioni della spesa per l'esercito nel 2023 e un aumento graduale dal 2024 fino a raggiungere l'obiettivo dell'1% del PIL per il 2030 (è la metà di quanto raccomandato dalla NATO ai suoi membri). Di questa somma, 110 milioni aumenteranno la protezione nel cyberspazio e nello spazio elettromagnetico, 175 per una seconda serie di mortai da 12 centimetri e 15 per la progettazione, il collaudo e la preparazione all'acquisto di un prototipo per i futuri veicoli di comando.

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