(Keystone )

Idrogeno e case vegetali, soluzioni per il clima

Al via il Salone internazionale del clima di Ginevra. La direttrice Nadia Plata: le soluzioni ci sono, ma gli innovatori non ricevono aiuti

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Si parla e si riparla di crisi climatica ormai da anni, eppure chi inventa strumenti per lo sviluppo sostenibile non viene ancora aiutato abbastanza. È il caso di molti partecipanti al Salone internazionale del clima che si è aperto mercoledì a Ginevra.

La pandemia, inoltre, ha peggiorato le cose. Tante le aziende che non sono riuscite a superare la crisi economica e hanno dovuto chiudere. Difficoltà vissute anche da diverse aziende elvetiche. Quest’anno la presenza al salone delle piccole e medie imprese svizzere del settore ecologico è davvero scarsa.

"Le aziende hanno subito il naufragio della crisi Covid. Molte di loro erano presenti nella scorsa edizione, ora hanno chiuso e non sono più qui", spiega Nadia Plata, direttrice del Salone internazionale del clima, non senza una certa amarezza. Con la crisi climatica in atto, l’interesse per queste aziende innovative dovrebbe essere molto più pronunciato. "Del clima si parla moltissimo ed è fantastico per sensibilizzare le persone però poi, quando queste aziende hanno bisogno di sostegno, non ricevono nessun aiuto e fanno fatica ad andare avanti", sottolinea Plata.

Intanto, nonostante le difficoltà, le proposte per cambiare in meglio le cose non mancano.

Una soluzione per rendere meno inquinanti gli spostamenti potrebbe essere il carburante all'idrogeno: un veicolo all'idrogeno non emette infatti CO2, ma vapore acqueo. Tuttavia produrre idrogeno a sufficienza e a prezzo abbordabile non è così semplice. Al salone internazionale del clima, l'azienda belga dell'imprenditore Frederic Haas (con succursale in Germania), pensa di essere sulla buona strada e si inserisce nel settore promettente, ma ancora agli albori, delle tecnologie ecologiche per la produzione di idrogeno. Un elemento che si trova, ad esempio, nell'acqua, ma il cui recupero risulta dispendioso. La tecnologia sviluppata negli ultimi cinque anni da questa start up, però, è diversa.

"Usiamo del biometano, la cui formula è CH4. Con un sistema a microonde lo scindiamo, producendo dell'idrogeno e dell'acetilene, due prodotti per cui esiste già un mercato", spiega Haas. Partire da una sostanza pulita e produrre senza usare energia fossile è la condizione per un idrogeno davvero ecologico. Ed è quanto sostiene di fare questa società. "Abbiamo cominciato a lavorarci 15 anni fa: ci guardavano come dei marziani. Oggi invece tutti parlano dell'idrogeno".

La società belga di Frederic Haas, ha prodotto finora 3 macchinari-pilota in funzione presso grandi industrie che intendono sviluppare il sistema. Ed è molto ottimista per il futuro, perché c'è un reale bisogno. Oggi la gente è sempre più cosciente che occorre smettere di produrre CO2, spiega. E non solo nei trasporti, anche nell'industria. Non si tratta più di un'ecologia di facciata da esibire sul rendiconto annuale. Oggi la questione è presa davvero sul serio dall'economia, come dai privati. 

Il salone del clima di Ginevra

Il salone del clima di Ginevra

TG 20 di mercoledì 20.04.2022

 

Al Salone di Ginevra, tra gli espositori, c'è anche chi lavora per rendere gli edifici maggiormente eco-compatibili, come Joshua Egerton, direttore di Future Ecosystem, che lavora su case vegetali in grado di favorire la biodiversità. "Noi scegliamo la parte meglio esposta di un edificio, coltiviamo una piantagione e la posizioniamo sulla facciata", spiega Egerton.

E la creatività non manca neppure quando si parla di riciclo-design, come spiega Alexandre Le Thiec, direttore di Reactis, mentre mostra alle telecamere RSI oggetti realizzati "all’ 80% con alluminio riciclato, e pieghevole".

SEIDISERA/TG/M. Ang.
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