Se ne parla da cinque anni (keystone)

Il mentolo non sarà bandito

Eliminate le ultime divergenze sulla legge sul tabacco: vietata la vendita ai minorenni e regole più severe per la pubblicità

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Cinque anni di discussioni sulla nuova legge sui prodotti del tabacco - un primo progetto nel 2016 era stato rispedito al Governo - sono giunti a conclusione oggi, mercoledì. Il Parlamento ha eliminato le ultime divergenze ed è stato il Consiglio nazionale a cedere su un punto centrale: con 99 voti contro 85 e 8 astensioni ha accettato di continuare ad autorizzare ingredienti che aumentano il potenziale di dipendenza o facilitano l'inalazione. La maggioranza degli esponenti dei partiti borghesi temeva le conseguenze economiche di un divieto. "Il problema è la nicotina, non il mentolo", ha sostenuto in aula Andreas Glarner (UDC/AG). Una posizione, la sua, contestata dalla sinistra e anche da Alain Berset a nome del Consiglio federale: "È una sostanza utilizzata in modo deliberato per accrescere l'accettazione del prodotto", ha detto il ministro dell'interno (e quindi anche della salute).

Obiettivo primario: proteggere i minorenni
Obiettivo primario: proteggere i minorenni (keystone)

La nuova legge dalla metà del 2023 vieterà la vendita ai minorenni in tutta la Svizzera (oggi in 12 cantoni il limite è fissato a 16 anni e in tre non esiste proprio) e regolamenterà in modo più severo la pubblicità, che non sarà permessa non solo alla radio e in televisione, ma anche in cinema e spazi pubblici. I produttori non potranno patrocinare eventi di carattere internazionale e rivolti ai minorenni. I cantoni saranno inoltre autorizzati ad adottare restrizioni più severe e il raggio di applicazione è stato esteso anche alle sigarette elettroniche.

La norma - che fornisce pure la base legale per i test di acquisto volti a verificare il rispetto delle regole - doveva permettere alla Confederazione di ratificare una convenzione dell'OMS. Per come è stata formulata, questo non sarà possibile, ha ricordato Berset. Si tratta inoltre di un controprogetto indiretto all'iniziativa contro la pubblicità del tabacco, più restrittiva, che entrambe le Camere hanno invitato a respingere e su cui il popolo sarà chiamato a pronunciarsi, a meno che non venga ritirata.

Le conseguenze del consumo

Secondo una stima dell'Ufficio federale di statistica, il fumo è la prima causa di decessi in Svizzera: ogni anno provoca 9'500 morti e i costi generati sono stimati a 214 milioni di franchi all'anno. La proporzione di consumatori non è cambiata negli ultimi 10 anni: stagna attorno al 27%.

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