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20
di domenica 05.05.2019

Le spiegazioni del meteorologo

TG 20 di domenica 05.05.2019

"Il tempo non è il clima"

Lorenzo Di Marco, meteorologo RSI, spiega i meccanismi che si celano dietro ai fenomeni meteorologici di questi giorni

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La neve e il vento freddo che hanno investito questo weekend la Svizzera e il Ticino sono decisamente insoliti per il mese di maggio. Quali sono i meccanismi che si nascondono dietro questi fenomeni? Il clima è "impazzito"?

Lorenzo Di Marco, meteorologo RSI, ha spiegato nell'edizione domenicale del Telegiornale che una massa di aria fredda e umida di origine artica si è infilata attraverso le Alpi portando, come sappiamo, nevicate al Nord. In una prima fase si sono sviluppate verso il Giura e Basilea, mentre in una seconda fase si sono poi spostate verso le Alpi. Al Sud invece abbiamo avuto un favonio tempestoso che non è stato però molto caldo, perché la massa d'aria iniziale era piuttosto fredda.

L'inverno è tornato

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Al nord delle Alpi è stato battuto un record: mai così tanta neve nel mese di maggio. Bisogna però distinguere il "clima" dal "tempo", spiega Di Marco. perché sono due concetti che fanno riferimento a scale temporali e spaziali molto diverse: l'evento estremo, come può essere quello che abbiamo appena vissuto in Svizzera, preso singolarmente non fa parte del "clima", il quale non può essere definito da singoli eventi.

Un evento estremo come può essere quello sperimentato da noi domenica, può essere infatti controbilanciato da un altra situazione speculare, come per esempio al confine tra Russia e Ucraina dove sempre nella giornata di domenica si sono raggiunti i 25 gradi. Uno studio sul clima, non solo a livello svizzero ma anche internazionale, rileva che in futuro dovremo abituarci a queste situazioni estreme.

Il fronte polare nel resto d'Europa

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La sensazione è che le giornate di vento forte come quelle di sabato e domenica siano in aumento, ma bisogna precisare che il vento favonico è un elemento molto presente a sud delle Alpi, anche d'inverno. Lo scorso gennaio è stato effettivamente uno dei mesi con la frequenza favonica più alta dall'inizio delle misurazioni. Abbiamo inoltre avuto situazioni analoghe anche il 25 e il 26 marzo, quando la massa d'aria si è infilata tra le montagne, passando in quell'occasione però più velocemente.

TG/Bleff
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