La gestione della stanzialità del lupo, al centro della modifica legislativa sottoposta agli elettori
La gestione della stanzialità del lupo, al centro della modifica legislativa sottoposta agli elettori (keystone)

La nuova legge sulla caccia

Sottoposta a referendum, il prossimo 27 settembre, la revisione approvata lo scorso anno dal Parlamento federale

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La modifica della legge sulla caccia è stata definitivamente approvata dalle Camere nel settembre del 2019. Contro la revisione è tuttavia riuscita la promozione di un referendum: più di 58’000 sono state infatti le firme valide raccolte a sostegno. L’ultima parola sulla normativa spetterà quindi al popolo.

Al centro della revisione di legge si colloca la questione della stanzialità del lupo, di cui lo scorso anno stati stati computati in territorio svizzero, fra branchi e singoli animali, circa 80 esemplari. Le uccisioni di pecore e capre compiute dai lupi sono puntualmente al centro di un animato dibattito. La revisione legislativa non muta lo status attribuito all’animale, che rimane qualificato come specie protetta. Conferisce tuttavia ai cantoni, a date condizioni, la facoltà di disporne l’abbattimento per evitare danni al bestiame.

Revisione della legge sulla caccia: il video esplicativo sull'oggetto in votazione

 

Fra le condizioni previste dalla normativa figurano, segnatamente, un obbligo di informazione agli allevatori sulle misure di protezione delle greggi e la presentazione all’Ufficio federale dell’ambiente (UFAM) delle motivazioni della necessità di abbattimento. Contro le decisioni cantonali resta in ogni caso garantita la facoltà di ricorso, per esame di legittimità, da parte della Confederazione o delle associazioni ambientaliste. Solo gli interventi su lupi e stambecchi sono ammessi dalla modifica legislativa. Anche altre specie però, in presenza di motivazioni oggettive, possono essere dichiarate regolabili dal Governo.

Fra gli altri aspetti salienti della revisione figurano una migliore tutela per alcuni animali selvatici, criteri più severi per gli indennizzi agli allevatori nel caso di uccisioni di pecore e capre, nonché la preservazione dalle costruzioni per quasi 300 corridoi legati agli spostamenti della fauna selvatica. Il Consiglio federale ha intanto già posto in consultazione l’ordinanza legata all’attuazione della modifica legislativa, nel caso in cui essa venisse approvata dal popolo.

Gli argomenti dei referendisti

Le contestazioni dei contrari si focalizzano su più aspetti della revisione. Essa, sostengono, consente in effetti di procedere ad abbattimenti “di scorta”: ossia alla soppressione di esemplari di specie protette, senza che abbiano provocato danni di sorta e senza che siano state intraprese ragionevoli misure di prevenzione.

Inoltre i referendisti, puntano il dito contro la possibilità, riservata al Governo, di iscrivere in qualsiasi momento specie protette nell’elenco di quelle i cui effettivi possono essere regolati. In tale lista, e senza che le Camere e il popolo possano pronunciarsi, potrebbero così figurare anche animali come castori, cigni reali e lontre, la cui tutela non deve invece venir meno.

Il lupo e la lince - sottolineano quindi gli avversari della revisione - sono predatori naturali che impediscono a cervi e caprioli di accanirsi sul bosco giovane col risultato di comprometterne lo sviluppo. Una regolazione preventiva di queste specie finirebbe così per risultare nociva sotto il profilo selvicolturale.

La posizione di Governo e Parlamento

L’Esecutivo e le Camere evidenziano la necessità di adattare le norme per la gestione del lupo all’aumento della sua presenza nel territorio. Dal 2009 ad oggi i lupi hanno infatti ucciso ogni anno fra 300 e 500 pecore e capre. La revisione di legge si configura quindi come un ragionevole compromesso per la gestione di questa problematica: il lupo come tale rimane infatti tutelato; ma sul numero degli effettivi si potrà intervenire.

La modifica della legge, sottolinea inoltre il Governo, implica anche una maggiore responsabilità per contadini e allevatori. Il testo ridefinisce infatti le condizioni per ottenere risarcimenti a seguito di uccisioni di bestiame da parte dei lupi: gli eventuali indennizzi saranno infatti vincolati alla protezione delle greggi con recinzioni o cani da guardia.

Attraverso la normativa, sostiene il Governo, si punta al rafforzamento della diversità delle specie nel territorio elvetico: la protezione di alcuni animali selvatici viene incrementata e a beneficiare di un miglioramento sono anche gli spazi vitali della fauna selvatica.

ARi

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