Immagine d'archivio (keystone)

Legge terrorismo, ricorsi inammissibili

Il Tribunale federale segnala che le dichiarazioni di voto del Governo federale sulla norma approvata il 13 giugno non possono essere contestate

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Il Tribunale federale ha dichiarato inammissibili diversi ricorsi contro la legge sulle misure di polizia per la lotta al terrorismo (MPT) approvata in votazione lo scorso 13 giugno. I ricorrenti contestavano irregolarità nelle informazioni fornite dal Consiglio federale.

Numerosi ricorsi erano stati presentati in vista del voto nei cantoni di Ginevra, Lucerna, Obvaldo, Berna, Argovia, Uri, Basilea Città e Ticino, dove a ricorrere erano stati 9 ex magistrati (Paolo Bernasconi c'erano Bruno Balestra, Mario Branda, Luca Maghetti, Luigi Mattei, Marco Mona, John Noseda, Pietro Simona e Emanuele Stauffer), per i quali il testo del libretto rosso era "fuorviante" e il voto andava quindi annullato.

A contestare la nuova legge federale era in particolare il Partito Pirata, che ha lanciato il referendum insieme a Gioventù socialista, Giovani Verdi e Giovani Verdi-liberali. Nelle sentenze pubblicate mercoledì il Tribunale federale (TF) ricorda che gli atti dell'Assemblea federale e del Consiglio federale possono essere portati davanti al Tribunale federale solo se una legge lo prevede. In queste condizioni, le dichiarazioni di voto del Governo non possono essere contestate, anche se sono considerate di parte. Secondo i magistrati di Mon Repos, infatti, sono i Governi cantonali a dover ricorrere al TF per contestare irregolarità nelle votazioni federali.

Legge sul terrorismo: respinto il primo ricorso

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Il Quotidiano di venerdì 04.06.2021

 
ATS/EnCa
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