Dataland, una grande serata TV in diretta nazionale per capire big data e intelligenza artificiale

L'uso dei dati personali fa paura

Sondaggio SSR: "Il 66% degli svizzeri auspica una frenata sul trattamento dei big data". Speciale Dataland, mercoledì sera su LA1

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Gli svizzeri guardano a digitalizzazione e intelligenza artificiale con prudenza. Ne vedono con chiarezza i vantaggi, ma sono coscienti dei rischi che presenta. Al punto che, ad esempio, in merito al trattamento dei dati personali, due terzi dei cittadini elvetici auspicherebbe una frenata. A dirlo un sondaggio commissionato dalla SSR per la serata speciale, intitolata Dataland, che andrà in onda stasera (mercoledì) su tutte le prime reti nazionali (nella Svizzera italiana su LA1 alle 20.05).

 

Dal sondaggio emergono alcune contraddizioni, se infatti da un lato gli svizzeri vedono con chiarezza la situazione, dall'altro non si può non registrare un comportamento poco coerente: la maggioranza è estremamente negativa sull'uso dei big data (le tracce digitali con le nostre informazioni personali che disseminiamo quotidianamente) - con l'eccezione di quelli relativi alla salute - però, al contempo, il 90% di che stato intervistato utilizza le carte fedeltà dei grandi magazzini e l'80% rifiuterebbe di pagare servizi ora gratuiti, ad esempio i motori di ricerca, per evitare di cedere i propri dati.

RG 08.00 del 21.11.2018 La diretta di Lorenzo Mammone, conduttore della serata, con Giuseppe Limoncello
RG 08.00 del 21.11.2018 La diretta di Lorenzo Mammone, conduttore della serata, con Giuseppe Limoncello
 

Ne esce un'istantanea non dissimile da quella di certi fumatori: "Sì, so che fa male ma non posso farne a meno". Una sorta di rassegnazione. Un dato rende bene l'idea: 9 persone su 10 in Svizzera possiedono uno smartphone ma di queste meno del 10% legge sempre le condizioni di utilizzo prima di scaricare un'app e ben il 60% non le legge proprio.

Dataland, serata speciale

Dataland, serata speciale

TG 19:30 di mercoledì 21.11.2018

 

I big data non sono comunque  la preoccupazione principale degli svizzeri in merito agli sviluppi futuri dell'intelligenza artificiale, ciò che spaventa i cittadini sono soprattutto i rischi per l'impiego. Il 14% di chi lavora ritiene che gran parte delle proprie mansioni in futuro potrebbero essere svolte da un robot. La metà degli intervistati lo pensa possibile per una parte delle proprie mansioni.

Un dato sorprendente riguarda il confronto con altre minacce all'occupazione: l'intelligenza artificiale è di gran lunga la prima, seguita da globalizzazione e crisi economica e molto staccata, tranne che in Ticino, la concorrenza di manodopera straniera.

RG/G. Ceschina/M. Ang.

 

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