Polizia sempre più sollecitata per tentati omicidi, violenze carnali e lesioni gravi (Keystione)

Meno reati, ma più gravi

La pandemia ha modificato la natura dei crimini commessi in Svizzera

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I fenomeni criminali sono diminuiti in Svizzera nel corso del 2020 e la pandemia ha avuto il suo influsso sull'evoluzione della situazione.

Il numero degli omicidi è rimasto stabile con 47 omicidi (28 dei quali commessi in situazioni di violenza domestica con 11 donne uccise dal partner o dall'ex e 9 bambini uccisi da uno dei genitori). Sono invece cresciuti i reati di violenza grave. Quelli denunciati nel 2020 sono stati 1'668, ovvero 137 in più (+8,9%) rispetto al 2019. Tale incremento riguarda in particolar modo i tentati omicidi (+45 reati), le violenze carnali (+34) e le lesioni gravi (+32).

A diminuire sono invece stati soprattutto i furti con scasso. In tutto l'anno ne sono denunciati 32'819, il 10% in meno del 2019. In calo si sono rivelati anche i borseggi (-28,7%) e i furti semplici. I ladri hanno invece incrementato le loro attività attorno ai veicoli e anche il numero delle biciclette elettriche sparite è cresciuto considerevolmente (+37,5% a 6'082 reati).

Flessioni consistenti (attorno al 10%) si sono avute anche per quanto riguarda le leggi sugli stupefacenti e sugli stranieri.

Task force violenza domestica: mantenere alta la guardia

La statistica criminale non evidenzia alcun aumento significativo dei reati violenti in ambito domestico nel 2020. Tuttavia, in diverse regioni del paese vi sono indizi di una tendenza al rialzo dei conflitti all’interno della famiglia. Per la task force contro la violenza domestica durante la pandemia di coronavirus una cosa è certa: bisogna mantenere alta la guardia. Le vittime continueranno ad avere bisogno di aiuto anche nei prossimi mesi e l’opinione pubblica deve continuare a essere sensibilizzata al problema. Anche perché, rileva la task force federale in una nota, " soltanto una parte della violenza domestica, vale a dire i reati segnalati alle autorità di polizia".

Per la prima volta registrati i reati digitali: sono quasi 24'400

I risultati della statistica criminale di polizia comprendono per la prima volta i reati con una cosiddetta componente digitale. Si tratta di tutti i reati ai sensi del codice penale commessi sulle reti di telecomunicazione, in particolare internet. Nel 2020 la polizia ne ha registrati 24'398. La stragrande maggioranza riguardava le cibertruffe (raggiri legati agli acquisti online, agli annunci immobiliari o alla simulazione di una relazione amorosa). Seguono i cosiddetti "ciberdelitti sessuali" (10,7%) e le lesioni in rete della reputazione o pratiche sleali (5,1%). Alcuni delitti hanno ormai assunto una connotazione prevalentemente digitale: il danneggiamento di dati nell'82,7% dei casi avviene informaticamente. Lo stesso dicasi per la pornografia (81,3%), il riciclaggio di denaro (79,3%) o la truffa (70,4%).

Statistica sulla criminalità

Statistica sulla criminalità

TG 12:30 di lunedì 22.03.2021

 
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