Analizzati i dati di 6 milioni di persone tra il 1990 e il 2014 (gettyimages)

Mestieri a rischio suicidio

Uno studio di Unisanté, primo nel suo genere, ha analizzato la correlazione tra categorie professionali e numero di suicidi in Svizzera

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Quali professioni sono più a rischio suicidio? È la prima volta che un istituto di ricerca svizzero conduce un'analisi partendo da questa domanda e i risultati, presentati in anteprima da RTS, sono sorprendenti. Su 82 professioni esaminate, 7 sono leggermente a rischio per gli uomini e 4 per le donne.

Lo studio condotto da Unisanté, il centro universitario di medicina generale e salute pubblica di Losanna, si basa sui dati di 6 milioni di persone e copre 24 anni, dal 1990 al 2014.

 

I risultati dello studio

Ne risulta che tre categorie professionali in particolare presentano un tasso di suicidio più elevato della media, sia per le donne che per gli uomini. Si tratta innanzitutto degli autisti di trasporto pubblico, compresi i tassisti, seguiti dal personale di cura, tra i quali figurano infermieri e levatrici, e infine della vasta categoria degli operai dell'industria manufatturiera.

Per quanto concerne esclusivamente gli uomini, lo studio aggiunge gli allevatori, mestiere già noto per quanto riguarda un tasso di suicidio più elevato della media. Tra le donne invece sono le artiste e le scrittrici, comprese le giornaliste, ad essere più a rischio.

Dati da prendere "con le pinze"

In realtà il numero dei suicidi riconducibili espressamente ad una delle professione citate non sono molti, meno di 10 su una media di 1000 suicidi commessi in Svizzera ogni anno. E questa è una buona notizia. L'analisi è innanzitutto descrittiva e cerca di colmare la lacuna esistente nella correlazione tra professione e disagio pschichico. La categoria più a rischio di tutte resta comunque quella dei disoccupati.

 

 

RG/Bleff
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