Contro la normativa, sostenuta dal Governo, è stato promosso con successo un referendum (srf)

Misure di polizia, ricorso contro la votazione

Nove ex magistrati ticinesi si appellano al Consiglio di Stato: “Informazioni fuorvianti” – Ricorsi in altri tre cantoni

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"Informazioni false e fuorvianti": dopo il ricorso presentato al Consiglio di Stato ticinese da nove ex magistrati contro la votazione popolare del 13 giugno sulle misure di polizia per la lotta al terrorismo, ne sono già seguiti altri tre, nei cantoni di Lucerna, Zurigo e Obwaldo. Tutti chiedono l'annullamento del voto e contestano la presenza negli argomenti delle autorità federali di "chiare e manifeste irregolarità riguardanti la procedura”.

“Chiediamo che vengano fornite informazioni veritiere”

Gli ex magistrati ticinesi, come anticipato dal Corriere del Ticino, rimproverano alle autorità federali e cantonali di veicolare, mediante l'opuscolo informativo, ma anche in generale nelle loro argomentazioni a sostegno della legge, delle informazioni fuorvianti che non permetterebbero ai cittadini di farsi un'idea corretta sull'oggetto sul quale dovranno esprimersi. A rappresentare i ricorrenti è l'avvocato Paolo Bernasconi, che ai nostri microfoni spiega: “Il nostro obiettivo è il rispetto dell’elettorato, fornendo informazioni veritiere”. Nel ricorso si contesta in particolare un'argomentazione dei favorevoli, continua Bernasconi: “È falso sostenere che la polizia possa intervenire solamente dopo che sia stato commesso un atto terroristico: il Tribunale penale federale ha condannato dal 2004 a oggi trenta persone, ma non per atti terroristici, bensì per atti vagamente fiancheggiatori che si vogliono colpire e che il Governo sostiene che non si possano colpire”.

“La Svizzera ha bisogno di questa legge”

Il ricorso giunge proprio in un momento centrale della campagna di votazione. Marco Romano, consigliere nazionale dell’Alleanza di Centro, per il fronte dei favorevoli alle misure di polizia per la lotta al terrorismo replica spiegando che: “Sul ricorso si esprimerà un tribunale, mentre sulla necessità e sull’opportunità di questa legge si esprimerà il popolo, fa parte di ogni campagna discutere degli argomenti pro e contro. Questa legge è necessaria: la Svizzera ne ha bisogno, ne va della sicurezza interna e della lotta al terrorismo, visto che oggi la polizia è fortemente limitata nella sua attività”

Scontato il ricorso al Tribunale federale

Sul ricorso, che chiede, in via preliminare, la sospensione della procedura di voto, e in via principale l'annulla mento della votazione, il Governo ticinese ha ora dieci giorni di tempo per esprimersi. Essendo una votazione federale non entrerà nel merito. Scontato dunque il ricorso al Tribunale federale, che nel recente passato ha accolto con la stessa procedura la richiesta di annullare la votazione popolare sull'iniziativa del PPD per l'abolizione degli svantaggi fiscali delle coppie sposate. In quel caso l'opuscolo informativo conteneva una cifra rivelatasi errata e l'esito del voto era stato molto serrato.

 
 
RG-Mattia Serena/ludoC
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