Parola d’ordine: vaccinarsi

L’Ufficio federale della sanità presenta la strategia per il 2020 per prevenire malattie trasmissibili: "Lotta alle false teorie divulgate online"

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Fare chiarezza su un tema cruciale per la sanità pubblica, un tema che divide e su cui ci sono molte informazioni contrastanti: le vaccinazioni. L’Ufficio federale della sanità pubblica ha presentato la sua strategia nazionale per il 2020, ribadendo quanto le vaccinazioni restino fondamentali, anche alla luce di quanto successo in questi ultimi mesi.

 

Da gennaio ad inizio maggio, infatti, i casi registrati di morbillo sono stati 166, molti di più rispetto ai 21 dello stesso periodo dell'anno scorso. In Ticino, i casi sono stati quattro dall'inizio di quest'anno, due invece nel corso di tutto il 2018.

E a differenza di quanto normalmente si possa credere, il contagio non ha riguardato solo i bambini: il 22% aveva sì meno di 10 anni, ma la stessa percentuale riguardava giovani tra i 10 e i 19 anni, mentre ben il 56% persone con oltre vent’anni.

La strategia della Confederazione in materia di vaccinazioni punta anche su una migliore formazione degli operatori della sanità, e sulla lotta contro le false teorie, promosse spesso e volentieri su internet, social network compresi.

Vaccinazione, è stato ribadito, è dunque la parola d'ordine nella prevenzione delle malattie trasmissibili. L'unico vero modo per arginare il contagio, ridurlo, e scongiurare l'insorgere di malattie come il morbillo.

“Quello che abbiamo constatato è che l'informazione tra la popolazione non è ottimale”, spiega alla RSI Daniel Koch, responsabile malattie trasmissibili all'Ufficio federale della sanità: “Bisogna intervenire e colmare queste lacune. Rendere più attente le persone al problema affinché sappiano con esattezza di cosa si tratta”.

“Un ruolo importante lo giocano anche i media e le istituzioni – gli fa eco Brian Martin, medico cantonale di Zurigo –, ad esempio: nel canton Zurigo, come in altri c'è stato un aumento dei casi di morbillo. Alcuni segnalati anche all'Università. Grazie all'interesse dei media e dell'Ateneo, siamo riusciti a vaccinare 400 studenti”.

Il consiglio di farsi vaccinare quindi non vale solo per i bambini, ma anche per gli adulti.

TG/ludoC
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