Svizzera

Pasdaran terroristi per l’UE: “La Svizzera parla con tutti”

La diplomazia elvetica difende il mantenimento di un “canale di dialogo aperto” con il regime iraniano, ma cresce la pressione per allinearsi alle sanzioni europee

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I rapporti Svizzera-Iran

Telegiornale 31.01.2026, 20:00

Di: Telegiornale/Spi 

I Guardiani della Rivoluzione, autori della sanguinosa repressione in Iran, da giovedì scorso sono qualificati come terroristi dall’Unione europea. Una strada che la Svizzera non seguirà, anche se il Dipartimento federale degli affari esteri difende il proprio approccio: “Si reagisce, si reagisce chiaramente - ha detto alla RTS Monika Schmutz Kirgöz, capo della Divisione Medio Oriente del DFAE - . Molti dicono che lo facciamo anche abbastanza duramente. Sapete però che la politica estera della Svizzera è quella di parlare con tutti”. Una reazione troppo blanda, secondo un’oppositrice del regime: “Affermare che il linguaggio è chiaro non è nemmeno lontanamente sufficiente” ha replicato Mitra Sohrabi, presidente dell’Associazione Donna Vita Libertà Svizzera.

A Palazzo federale però l’idea di riprendere le sanzioni europee contro i pasdaran sta prendendo piede: “Credo che qualsiasi misura che permetterebbe di ripristinare i diritti delle persone e la democrazia sia buona da prendere - ha detto il giurassiano Charles Juillard, consigliere agli Stati del Centro -. E sono piuttosto favorevole a che anche la Svizzera esamini queste misure e si allinei, in caso, alla posizione europea”.

La questione non è però ancora stata trattata formalmente e le posizioni non sono ancora definite. Alcuni temono che si tratti di una misura simbolica, ma poco efficace. “Non è sempre necessario seguire l’esempio dell’UE e andare più lontano con le misure diplomatiche. Non bisogna interrompere il dialogo, ma piuttosto intensificarlo, esprimendo chiaramente la propria disapprovazione e condanna”, è il parere di Damien Cottier, consigliere nazionale neocastellano del PLR.

La Svizzera fa da intermediario tra Teheran e Washington dal 1980. Una posizione privilegiata che si teme di perdere. “La diplomazia svizzera - ha fatto notare Cottier - è un canale di dialogo e non dobbiamo rischiare di chiuderlo, anche perché nel mondo attuale è importante aprire e moltiplicare i canali diplomatici”.

A metà dicembre, in ogni caso, il Consiglio federale ha ripristinato tutte le sanzioni contro l’Iran. L’obiettivo è evitare che la Svizzera venga utilizzata per aggirare le sanzioni europee.

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