Sempre meno consultazioni (Ti-Press)

Pochi bambini positivi

Decorsi spesso blandi o asintomatici. L'infettivologo preoccupato: per paura del contagio non si va dal pediatra come si dovrebbe

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Lo si è detto fin da subito, bambini e giovani vengono toccati dal coronavirus in maniera nettamente inferiore rispetto alle fasce più anziane della popolazione. I dati attuali confermano questa tesi, con appena 84 bimbi fino a 9 anni e 558 ragazzi dai 10 ai 19 anni risultati positivi a oggi al tampone (rispettivamente 20 e 23 il numero dei ricoverati nella due categorie).

 

Non vi è una ragione certa per questa statistica, anche se gli esperti tendono a favorire l'ipotesi di una risposta immunitaria differente e della scarsità di tamponi effettuati proprio a causa dei pochi di sintomi mostrati.

La bassa presenza di bambini negli ospedali o negli studi di pediatria non è però di per sé solo una notizia positiva: pur se poco affetti da coronavirus, e con decorsi quasi sempre blandi, i giovani rimangono a rischio di contrarre altre malattie - sono ad esempio sempre soggetti all'influenza stagionale - in alcuni casi anche molto pericolose.

L'appello di Christoph Berger, infettivologo dell'ospedale pediatrico di Zurigo, è chiaro: nonostante la paura di venir contagiati, i genitori non devono temere di far visitare i propri figli e nemmeno di far effettuare eventuali vaccinazioni già previste. Una meningite non diagnosticata o una gamba fratturata non curata nei tempi giusti potrebbero infatti rivelarsi ben più gravi di un contagio da coronavirus.

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Il Quotidiano di martedì 07.04.2020

 
RG/deb
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