Sulle tracce del fondamentalismo

La polemica nei confronti di imam che in Svizzera potrebbero incitare alla radicalizzazione non si placa

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L'invito ad uccidere i musulmani non praticanti era partito dalla moschea di Winthertur e il fatto - gravissimo - aveva portato a un arresto. A Ginevra, invece, la stampa ha rivelato che tre collaboratori sarebbero sotto sorveglianza da parte dei servizi segreti francesi. L'informazione è stata però smentita dai predicatori della moschea sul lago Lemano, secondo cui nessuna procedura giudiziaria sarebbe stata avviata.

Nonostante la smentita la polemica prosegue: un gruppo di fedeli ha chiesto le dimissioni del direttore della Fondazione culturale islamica di Ginevra dopo la radicalizzazione di due giovani partiti per unirsi all'IS. Il direttore ha deciso di reagire - per la prima volta - proprio davanti alle telecamere: "Non ne ero al corrente. Se lo fossi stato, averi trasmesso le informazioni al dipartimento di giustizia".

In Svizzera ci sono 272 luoghi di preghiera islamici, gestiti da associazioni private. Come controllarli tutti?

Data la loro natura giuridica la Confederazione non ha basi legali che permettano di sorvegliarli in modo regolare. Secondo uno specialista, però,  solo il 2% delle moschee pone problemi. In particolare si tratta di quelle gestite dall'Arabia Saudita come la moschea Faysal di Basilea. Ma si tratta di eccezioni: in Svizzera sono meno di 10 i luoghi di preghiera sotto stretta sorveglianza.

Ulteriore dettagli nel servizio del TG in testa all'articolo

TG/CaL

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