Estese le disposizioni sul certificato Covid e la base giuridica dell'applicazione di tracciamento SwissCovid
Estese le disposizioni sul certificato Covid e la base giuridica dell'applicazione di tracciamento SwissCovid (archivio keystone)

Test Covid, dal 2023 Berna non li pagherà più

Lo ha stabilito il Nazionale, che ha al contempo prolungato altre disposizioni della legge Covid fino a giugno 2024 in caso di nuove ondate

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La Confederazione non pagherà più i test Covid a partire dal 1° gennaio 2023. Lo ha deciso giovedì il Consiglio nazionale con 93 voti favorevoli, 91 contrari e un'astensione. I test dovranno essere pagati dalle persone o dalle loro compagnie assicurative.

I “senatori” agli Stati si erano già espressi a favore di questa soluzione, stimando che avrebbe rappresentato un risparmio di 120 milioni di franchi. Gran parte della sinistra e del Consiglio federale erano invece contrari, temendo un'uscita disordinata dal regime dei test.

Anche il Nazionale, che si è adeguato a quanto deciso agli Stati, ha però cambiato idea: al primo esame si era infatti espresso a favore del pagamento da parte della Confederazione fino alla fine di marzo 2023, per evitare di creare una brusca interruzione in pieno inverno, quando il rischio di contagio è più elevato.

Le cifre ufficiali dicono che finora la Confederazione ha già speso 2,1 miliardi di franchi per i test nel 2021 e 1,6 miliardi di franchi quest'anno.

Prolungate fino al 2024 altre disposizioni

Altre disposizioni della legge Covid-19, che si sono dimostrate efficaci nella lotta contro il virus, saranno prorogate fino a giugno 2024 per essere pronti a un’eventuale nuova ondata (la legge è in vigore da quasi due anni e scadrà il 31 dicembre 2022).

Saranno estese le disposizioni sul certificato Covid, in quanto seppur non è più utilizzato in Svizzera, continuerà a essere richiesto all'estero, in particolare nell’Unione europea. La sua compatibilità internazionale deve essere quindi garantita. Anche la base giuridica dell'applicazione di tracciamento SwissCovid, disattivata dal 1° aprile 2022, rimarrà in vigore. Ciò significa che, se necessario, il software può essere riattivato nell'inverno 2023/2024.

L'estensione riguarda anche la promozione dello sviluppo di farmaci contro il coronavirus e le norme per la protezione delle persone vulnerabili. Inoltre, prevede disposizioni per gli stranieri e per i frontalieri in caso di chiusura dei confini.

 
ATS/dielle
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