Nuovo cambio di rotta: ma tornano i test gratis per tutti
Nuovo cambio di rotta: ma tornano i test gratis per tutti (Keystone)

Test gratis ma non per tutti

Le due Camere federali d'accordo: a pagamento gli antigenici rapidi per uso personale e sierologici non ordinati dal cantone

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I test Covid saranno nuovamente gratuiti in Svizzera, ma non tutti e non per tutti. Lo ha stabilito mercoledì mattina il Consiglio nazionale che, nell'ambito dell'esame della Legge Covid-19, sulla questione ha deciso di adeguarsi alla posizione degli Stati. Il costo dei test sarà assunto dalle casse pubbliche in caso di sintomi. Dovrebbero invece essere a pagamento: i test PCR per gli asintomatici che desiderano viaggiare all'estero, ma anche i test rapidi per uso personale o quelli sierologici non ordinati dal cantone. Il cambiamento costerà alla Confederazione circa 41 milioni di franchi alla settimana invece dei 61 milioni stimati qualora la gratuità fosse stata estesa a tutti i test.

 

Eliminata questa divergenza importante sulla Legge Covid-19, i deputati hanno mantenuto ancora due differenze con la Camera dei cantoni riguardanti i contratti con le case farmaceutiche per procurarsi vaccini e farmaci anticoronavirus, e il ruolo della Confederazione nella pianificazione ospedaliera.

Contratti da pubblicare o no?

Circa i contratti, il Nazionale vuole la loro pubblicazione nel rispetto del segreto professionale, di affari e di fabbricazione. A nulla è valso l'appello del consigliere federale Alain Berset di rinunciare a una simile pubblicità, proprio mentre la Confederazione sta negoziando con i fabbricanti nuove forniture. Il Governo teme che una simile condizione iscritta nella legge possa spaventare i produttori.

Un ultimo aspetto controverso della legge riguarda il ruolo della Confederazione nella pandemia. La Camera del popolo ha ribadito di volere che Berna sostenga il rafforzamento dei servizi sanitari, ossia delle cure intense, nei momenti di forte incremento dei ricoveri. Si tratta, secondo la maggioranza, di incitare la Confederazione ad assumere un ruolo più attivo, specie nei confronti di quei Cantoni che sono restii a potenziare i rispettivi sistemi sanitari. Si tratta anche di fare un gesto nei confronti del personale, messo a dura prova dalla pandemia e sottoposto a turni massacranti.

Interventi della Confederazione nei compiti dei Cantoni

Nel suo intervento, Alain Berset ha ricordato che la Confederazione è già intervenuta più volte presso i cantoni per incoraggiarli a fare di più, ma quanto chiede il Parlamento al Consiglio federale va oltre le sue competenze, poiché gli si chiede di definire, assieme ai Cantoni, le capacità necessarie nei nosocomi. Stando al ministro della sanità, si tratta di una pesante ingerenza nelle competenze dei Cantoni per la quale la Confederazione non dispone né di dati né di mezzi per intervenire. Si rischia insomma il caos, secondo il consigliere federale socialista.

Nonostante l'appello del ministro della sanità, che ha chiesto al plenum di seguire su questo punto della legge la posizione dei "senatori", i deputati hanno deciso altrimenti.

Il dossier al Consiglio degli Stati per la ricerca di un compromesso sui due aspetti della legge ancora controversi. I due rami del Parlamento sono già d'accordo nel prolungare gli aiuti - sotto forma di lavoro ridotto e indennità per perdita di guadagno - a quei settori colpiti dalla crisi fino al 31 dicembre 2022. Il Parlamento ha anche deciso, contrariamente al Consiglio federale, che la Confederazione dovrà inoltre intervenire per aiutare i cantoni alle prese con i casi di rigore.

Diem/ATS
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