"Ma in medicina non esiste la sicurezza al 100%" (keystone)

Vaccini, "nessuna allerta sicurezza"

Reazioni avverse, intervista a Swissmedic: "Effetti sconosciuti molto rari. Morti non collegate alle somministrazioni? Tutto lascia supporre che le morti siano avvenute per altre cause"

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Sono 42 le notifiche di reazioni avverse arrivate a Swissmedic in relazione a 170'000 vaccinazioni contro il Covid-19 effettuate in Svizzera. Dati che, secondo Swissmedic, non inficiano il rapporto costi-benefici dei preparati di Pfizer/BionNTech e Moderna. Inoltre, spiega alla RSI Lukas Jaggi, portavoce dell'istituto per gli agenti terapeutici, finora non c'è stata alcuna allerta sicurezza:

"Tutte le 42 notifiche ricevute corrispondono o alle informazioni che si trovano nel foglietto illustrativo oppure ai risultati dei test clinici. La farmacovigilanza sul mercato ha in ogni caso proprio lo scopo di identificare eventuali effetti sconosciuti di un nuovo preparato - generalmente molto rari -. Per questo è importante che i medici ci segnalino ogni reazione grave (o comunque non ancora conosciuta) che osservano nei pazienti vaccinati".

 

In che misura, però, le persone vaccinate possono manifestare effetti collaterali senza che avvenga la dovuta segnalazione, magari perché i medici hanno sottovalutato le reazioni?

"Informazioni che sfuggono alle statistiche ci sono e ce lo confermano gli studi internazionali. Si parla di un 80-85% di effetti indesiderati non segnalati ma bisogna dire che qui rientrano anche tutte le reazioni lievi già conosciute. L'importante è che tutti gli effetti gravi o sconosciuti, potenzialmente collegabili al farmaco, vengano ufficialmente notificati. Riguardo ai vaccini anti-Covid partiamo inoltre dal presupposto che Swissmedic riceva tutto quel che deve sapere. Da una parte perché l'attenzione in questo momento è enorme e dall'altra perché negli anni i medici hanno nel frattempo sempre più sviluppato la giusta sensibilità al tema. Sono dunque sempre più coscienti dell'importanza del tema".

RG 18.30 del 22.01.2021 L'intervista ad Alessandro Ceschi, primario dell'Isittuto scienze farmacologiche dell'EOC e membro della task force nazionale sulla sicurezza dei vaccini anticovid
RG 18.30 del 22.01.2021 L'intervista ad Alessandro Ceschi, primario dell'Isittuto scienze farmacologiche dell'EOC e membro della task force nazionale sulla sicurezza dei vaccini anticovid

In cosa consistono le reazioni finora classificate come "gravi"?

"Si tratta perlopiù di manifestazioni di intolleranza ma che non sono necessariamente reazioni allergiche. Parliamo dunque di dolori alla zona dove è stata fatta l'iniezione, mal di testa, male alle articolazioni, stanchezza o febbre. Siamo nell'ordine dei sintomi influenzali ma questi sono molto più forti. Rientrano nella categoria delle "reazioni gravi" quando la persona deve essere sorvegliata da un medico".

Veniamo ai decessi. Swissmedic può escludere al 100% qualsiasi collegamento coi vaccini iniettati?

"In medicina non esiste mai il 100% e di conseguenza nemmeno la farmacovigilanza può escludere completamente qualcosa. Questi casi, che abbiamo analizzato attentamente, riguardano pazienti che avevano fra gli 84 e i 92 anni e che presentavano malattie pregresse. Tutto lascia indicare che, con grande probabilità, le persone siano morte per problemi molto comuni per quella fascia d'età, come gravi infezioni o ictus".

Reazioni avverse, l'intervista

Reazioni avverse, l'intervista

TG di venerdì 22.01.2021

 
Gian Paolo Driussi
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