Le Alpi viste dalla Baviera (keystone)

"Vaccino, non c'è una ritrosia alpina”

Cifre basse, ma per il direttore dell’Istituto culture delle Alpi, Boris Previsic, il fattore geografico non influisce: "Questione più complessa e l'immagine è costruita”

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Dalla Svizzera, all'Austria al Trentino Alto Adige il numero dei non vaccinati rimane elevato. Una tendenza che parrebbe indicare una certa ritrosia alpina a farsi immunizzare. Ma si può veramente addebitare questo scetticismo nei confronti del vaccino a una mentalità alpina?

Seidisera ha girato la domanda al direttore dell'Istituto culture delle alpi di Altdorf, Boris Previsic.

Non parlerei di una mentalità alpina. Penso che la questione sia molto più complicata. Si tratta piuttosto di una costruzione fatta dall'esterno. Basta pensare ai luoghi simbolo che gli amici della Costituzione hanno scelto: il Rüti, il monumento di Guglielmo Tell ad Altdorf, tutti luoghi simbolici, legati allo spazio alpino. Ciò non toglie che vi siano determinate valli, per esempio nella Schächental, nel Canton Uri, dove il tasso di vaccinazione è molto basso, questo penso sia piuttosto dovuto a un legame diverso con la natura e alla complessità del tema vaccinazione. Quindi posso escludere che si tratti di una questione di mentalità.

Non solo i luoghi simbolo, anche le tradizioni ancorate al mondo rurale, si pensi in particolare ai campanacci che accompagnano le manifestazioni dei No vax, sembrano giocare un ruolo nel cementificare quest'immagine delle alpi refrattarie al vaccino…

Esattamente, e anche i media giocano un ruolo nel veicolare l'immagine dei suonatori di campanacci simbolo dei no vax. Nelle stesse federazioni di Trychler vi sono persone che si sono dissociate da questa immagine e hanno detto: ‘questo non ha nulla a che fare con noi’. L'UDC ha semplicemente inserito nella propria narrazione questi simboli. Non si tratta di tradizioni, ma di come le tradizioni vengono narrate, di come vengono usate politicamente. Guardando una cartina dell'intera regione alpina ciò appare chiaramente. Anche nella Germania meridionale il numero dei vaccinati è basso. È questo non ha a che vedere con la tradizione alpina, ma con il passato nazista. Più alto era il culto del Führer - si potrebbe dire - maggiore è lo scetticismo vaccinale. Questo vale per le regioni tedescofone all'estero. Per la Svizzera fare un paragone di questo tipo è difficile, ma si può parlare di strumentalizzazione politica”.

SEIDISERA-Jannuzzi/Red. Mm
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