Coinvolti un aliante e un aereo con a bordo cinque persone (keystone)

“Eventi rari, ha pesato la sfortuna”

Intervista al pilota e istruttore Marc Roth sull’incidente che nei cieli di Bivio ha provocato la morte di cinque persone

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Lo scontro in volo nei cieli di Bivio è l’ipotesi più plausibile per spiegare l’incidente che ha portato allo schianto di due velivoli - un aliante e un aeroplano – e alla morte di cinque persone: il pilota dell’aliante, quello dell’altro velivolo e dei suoi tre passeggeri. L’inchiesta è in corso, ma per avere un’idea di quello che potrebbe essere successo e capire quanto sono frequenti collisioni nei cieli svizzeri abbiamo intervistato Marc Roth, pilota, istruttore e direttore della Scuola di volo AVILÙ di Lugano:

 “Eventi di questo tipo sono casi rari: le collisioni capitano, ma sono veramente rare in aviazione. È vero che bisognerà stabilire se la collisone si è verificata, ma da tutti gli elementi a disposizione sembrerebbe che si vada in questa direzione”

Il ritrovamento dell’aereo è avvenuto per caso, durante le ricerche dell’aliante: possibile che un velivolo partito da Neuchâtel e diretto a Locarno, dopo una tappa a Samedan, dopo un mancato arrivo non susciti interrogativi? Non ci sono piani di volo? Come è regolato il traffico aereo in questi casi?

“Può succedere che se uno compie un volo all’interno della Svizzera faccia una notifica, ma non un piano; la notifica di volo rimane all’ufficio di partenza. Non so esattamente cosa facesse l’aeroplano (precipitato, ndr.), ma se partito da Neuchâtel, facendo scalo nei Grigioni, aveva come destinazione Locarno e nessuno lo sapeva allora nessuno si è interessato se fosse giunto o meno a destinazione. È qui il problema”.

Tornando alla collisone, ci risulta che esiste un modo, oltre al volo a vista, per sapere se un aereo si sta avvicinando troppo a un altro velivolo. Si chiama FLARM, è un sistema anticollisione richiesto per gli alianti ma non obbligatorio per gli aerei. Quindi se l’aliante ce l’ha e l’aereo no il sistema di fatto è inutile. In attesa di capire come sono andate le cose, pensa che simili sistemi debbano essere obbligatori su tutti gli aerei?

“Ci sono due ipotesi. Gli alianti sono obbligati a portare il FLARM perché gli alianti volano molto vicini anche per mantenere le correnti termiche, per questo hanno bisogno di questi sistemi; inoltre, l’aliante è un aeroplano con un’ala molto fine, che è difficile da vedere. Sugli aeroplani abbiamo sistemi come il trasponder che però non sempre “parla” con il FLARM, e che come ha detto non è obbligatorio. È vero che da un certo punto di vista sarebbe meglio che tutti si dotino del FLARM, ma il rischio è che poi nessuno guarderebbe fuori dalla finestra. C’è quindi il pericolo di fidarsi troppo della tecnologia e troppo poco dei propri occhi”

La sfortuna in questo incidente ha quindi giocato un ruolo preponderante…

“Esatto. L’apertura alare dell’aliante sarà stata sui 26-30 metri mentre l’aereo sui 10 metri… C’è sicuramente stata parecchia sfortuna…”

Intervista di Giuseppe Bucci
Adattamento web: ludoC

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TG di lunedì 14.06.2021

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