Christian Garzoni, specialista in malattie infettive e membro del gruppo di coordinamento cantonale sul coronavirus (archivio tipress)

“Impossibile eradicare, contenere”

Il cambio di paradigma ticinese – e svizzero – sul coronavirus: “Stop indagini ambientali e quarantena da 5 giorni”

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“La quarantena, a questo punto, non è più possibile che venga controllata dall’autorità sanitaria e abbiamo tutti l’interesse – in un certo senso – affinché la malattia si diffonda, perché questo fa sì che poi diventiamo immuni e contenendo la malattia, ma la diffusione deve essere lenta e controllata. Anche la durata della quarantena, con i dati a disposizione, scende a 5 giorni perché abbiamo osservato che l’incubazione, in presenza di contatti stretti, è molto più breve”. Le parole le ha pronunciate domenica sera il medico cantonale ticinese Giorgio Merlani, e segnano un cambio di paradigma nei confronti della malattia.

Oltre alla riduzione dei tempi di quarantena da 14 a 5 giorni per le persone che sono state a contatto con casi positivi, non si procede più infatti nemmeno all’indagine ambientale. Il perché lo ha spiegato ai microfoni della RSI lo specialista in malattie infettive e membro del gruppo di coordinamento cantonale sul coronavirus Christian Garzoni: “Si è passati da una situazione dove si cercava di confinare ogni singolo caso nella speranza di circoscrivere l’epidemia in piccoli focolai che si estinguevano, a un contenimento dell’infezione”

Eradicare il virus - dicono gli esperti - ormai, è infatti impossibile e si mira quindi a contenerlo: “Vuol dire che l’infezione si sviluppa lentamente nella popolazione – prosegue Garzoni – di modo che, come dicono le statistiche, la maggior parte delle persone farà un’influenza e guarirà senza particolari problemi. C’è però un 10% delle persone che avranno necessità di essere ospedalizzate e alcune dovranno essere prese a carico dalle cure intensive. Noi vogliamo che queste persone si ammalino il più lentamente possibile, in modo che il sistema sanitario possa curare tutti”. 

Le nuove regole

Si parte da un esempio: un paziente che risulta positivo al coronavirus. Deve stare in casa in auto-isolamento per almeno 10 giorni e almeno 48 ore dalla fine dei sintomi. Cade dunque la procedura dei 14 giorni a domicilio con telefonata del medico cantonale. Cade anche la cosiddetta indagine ambientale: chi è entrato in contatto con una persona positiva viene avvertito e deve rimanere a casa per 5 giorni. Se in quei 5 giorni non sviluppa dei sintomi può tornare ad uscire.

Garzoni: “Con 5 giorni non certezza assoluta, ma eccellente”

Nel resto del mondo restano in vigore per ora le disposizioni che prevedono i termini di 14 giorni, ma quindi perché la Svizzera e il Ticino hanno deciso di ridurre questo lasso di tempo a soli 5 giorni? “Con i 5 giorni – spiega Garzoni – abbiamo un’eccellente certezza di non diventare infettivi, anche se non la certezza assoluta. La riduzione però permette alla persona di ritornare operativa nella società dopo 5 giorni, guadagnando 9 giorni di isolamento. E comunque vale la regola che se uno ha dei sintomi resta a casa, quindi nel caso una persona dovesse manifestarli, tornerebbe in quarantena”.

Infine, anche sull’impressione generale che si stia sacrificando la salute pubblica in nome della produttività, Garzoni taglia corto: “Penso che le valutazioni di tipo economico e di società vengano fatte a livello politico, le raccomandazioni mediche restano quelle appena elencate e sono motivate dal fatto che il virus è diffuso nella popolazione ticinese in una maniera non più controllabile nel singolo, considerato che anche le catene di contagio non sono più controllabili. E questa è una valutazione a livello di sanità pubblica”.

Alla luce di questo cambio di strategia, diventa ancora più importante la responsabilità individuale, seguendo le regole di auto-isolamento e più in generale, restando imperativamente a casa in presenza di sintomi influenzali.

Per maggiori informazioni ricordiamo il numero della hotline per la Svizzera italiana (0800 144 144) e il sito cantonale www.ti.ch/coronavirus.

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