Immagine d'archivio (Ti-Press)

“Sono innocente”

Parla il neurochirurgo dell’Ars Medica sospettato di avere fatturato almeno quattro operazioni fittizie

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L’inchiesta penale sul neurochirurgo dell’Ars Medica di Gravesano si appresta a entrare nel vivo. Settimana prossima la Procura sentirà infatti il dottore, sospettato di avere fatturato delle operazioni in realtà mai eseguite. Almeno quattro i pazienti coinvolti, stando alle segnalazioni che il medico cantonale ha inoltrato al Ministero pubblico dal mese di febbraio in avanti.

Intanto, per la prima volta il neurochirurgo ha accettato di fornire pubblicamente la propria versione. Lo ha fatto venerdì, attraverso il suo legale. “Il mio cliente – spiega Marina Pietra Ponti alla RSI – contesta ogni addebito. Non sappiamo ancora quali casi gli vengono imputati. Ma di una cosa il medico è certo: se ha dichiarato di avere effettuato un intervento chirurgico, di sicuro lo ha fatto. Del resto – aggiunge Ponti – in sala operatoria non era da solo. Mentire sarebbe quindi stato impossibile.”

La notizia delle indagini è stata un fulmine a ciel sereno. “Lo abbiamo saputo dalla stampa” – racconta l’avvocata, che ha poi preso contatto con le autorità giudiziaria. Presto, come detto, la difesa avrà modo di conoscere le accuse e di prendere posizione.

L’Ars Medica ha sospeso cautelativamente il medico. Non però le autorità sanitarie. Nel frattempo potrebbe dunque, in teoria, continuare a operare.

La versione del neurochirurgo

La versione del neurochirurgo

Il Quotidiano di venerdì 23.08.2019

 
Francesco Lepori
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