Il Quotidiano
di martedì 08.10.2019

Tutti i segreti del codice a barre

Il Quotidiano di martedì 08.10.2019

App per consumatori? Sì, ma attenzione

Strumenti del genere sono sempre più diffusi, ma gli esperti avvertono: “Non sempre in linea con la legge svizzera. Serve anche il buonsenso”

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Un codice a barre contiene una grande quantità di informazioni, che potenzialmente permettono anche di determinare la qualità di un prodotto, alimentare e non. Sono infatti molteplici le applicazioni per smartphone pensate a questo scopo e sono sempre più diffuse. Chi difende i consumatori, mettere però in guardia sulla loro efficacia.

"L'affidabilità di queste app dipende molto da quelle che sono le fonti dei dati, da dove vengono estrapolati”, spiega alla RSI Evelyne Battaglia, presidente dell’Associazione consumatori Svizzera italiana (ACSI): "Se sono dati svizzeri, se vengono invece dall’estero dove magari i prodotti non sono uguali... A volte il risultato può non corrispondere a quello che ci aspettiamo e quindi deve subentrare il buon senso del consumatore: sta a lui valutare, con le sue conoscenze, se il prodotto può fare al caso suo oppure no”.

Nella marea di possibilità che offre la rete, bisogna, anche in questo campo, saper scegliere e informarsi. Anche perché un'applicazione seppur seria, può essere efficace in un paese e non in un altro. La regolamentazione a livello europeo nel recupero dei dati per profilare prodotti servizi o persone possono differire da quelle svizzere, spiega Alessandro Trivilini, docente e ricercatore del Dipartimento tecnologie innovative della SUPSI, “quindi un’app che usata in Svizzera potrebbe essere concepita in un paese comunitario, o magari negli Stati Uniti, e seguire quindi regole diverse e sottostare a responsabilità diverse laddove l’app potrebbe trarre in inganno i consumatori”.

Il rischio oltretutto, è quello di prendersi parecchi spaventi, o comunque di diventare ossessivi in fase di acquisto. “Non bisogna lasciarsi ossessionare da questo tipo di strumenti”, aggiunge Evelyne Battaglia, “devono essere un aiuto ma deve sempre entrare in gioco la propria capacità di valutazione”.

Cosa dice dunque la legge svizzera? L'ordinanza sulle derrate alimentari parla chiaro: le indicazioni devono essere fornite mediante parole o numeri. Codici a barre e codici qr non sostituiscono quello che la legge impone di mettere in forma di testo: ovvero elenco degli ingredienti, date di scadenza, numero di lotto e indirizzo del produttore.

Quotidiano/ludoC
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