I disordini durante Ambrì-Losanna, partiti dal settore dei tifosi ospiti (Ti-Press/Pablo Gianinazzi)

Club richiamati dal cantone

Ambrì e Lugano sollecitati a rispettare l'obbligo di messa in funzione dei dispositivi per identificare i tifosi ospiti

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Le società sportive ticinesi d'élité sono state richiamate dal cantone che reclama l'introduzione delle misure contro la violenza negli stadi. In particolare gli hockey club Ambrì-Piotta e Lugano non hanno fatto nessun progresso nell'introduzione dei dispositivi elettronici in grado di identificare i tifosi ospiti come previsto dal piano antihooligan.

La lettera di sollecito dopo le comunicazioni della scorsa estate è stata inviata ai dirigenti ma pure alle autorità comunali mercoledì, il giorno dopo che il ministero pubblico ha emesso i 39 decreti d'accusa per gli scontri della Valascia dello scorso gennaio. I sistemi avrebbero dovuto essere realtà entro il prossimo marzo. Un termine che ora viene prorogato alla fine del campionato.

Il direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi vuole che HCL e HCAP adottino il sistema in uso alla pista di Zugo. Il consiglio di amministrazione dei bianconeri tornerà a breve ad analizzare le richieste del cantone. Lo stesso faranno i vertici biancoblù. Da parte sua il consigliere di Stato si dice certo che ora troveranno riscontro "le regolari rassicurazioni da parte dei club in merito all'impegno a favore di misure efficaci contro la violenza nello sport".

Lotta agli hooligans

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Il Quotidiano di sabato 01.12.2018

 
Diem/CSI/Quot
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