La pandemia ha bloccato visite e rientri a casa (tipress)

"Da tre mesi non abbraccio mio figlio"

La testimonianza del padre di un ragazzo disabile - Anche per loro allentamenti in arrivo, ha confermato giovedì Giorgio Merlani

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"Mio figlio restava in settimana per la scuola e tornava a casa nel weekend. Quando hanno chiuso, con le regole del Cantone hanno fermato tutto. Chi si trovava lì in quel momento è rimasto bloccato": la testimonianza è del padre di un 15enne disabile, ospite di una struttura di Riva San Vitale, in cui si sono verificati anche dei casi di positività: "un ragazzo e un paio di educatori", racconta. Da tre mesi papà e ragazzo non si possono riabbracciare a causa della pandemia di coronavirus, che ha interrotto non solo le visite ma anche i rientri a domicilio. Fra loro, nel frattempo, solo videochiamate.

Come lui, anche altri genitori nella sua stessa situazione, settimana dopo settimana, hanno seguito le conferenze stampa delle autorità, sentendo parlare di ospedali, campeggi, economia e case per anziani, nella speranza di avere risposte che non arrivavano. Fino a ieri, giovedì, quando Giorgio Merlani è stato sollecitato sul tema in conferenza stampa:

"Sicuramente nei prossimi giorni come per le case anziani ci saranno degli allentamenti", ha risposto. "Anche nelle strutture per disabili vivono sotto lo stesso tetto e ci sono certi rischi, ma gli ospiti tranne eccezioni sono meno fragili che nelle case di riposo", ha precisato il medico cantonale. Nell'attesa "è dura", testimonia ancora il padre, "siamo con mia moglie e altri due figli, ma un pezzo manca sempre".

Gli istituti attendono la normalizzazione

CSI 18.00 del 29.05.2020 L'intervista di Daniela Giannini al direttore dell'OTAF Roberto Roncoroni
CSI 18.00 del 29.05.2020 L'intervista di Daniela Giannini al direttore dell'OTAF Roberto Roncoroni
 

Come sia stata gestita questa fase, lo ha spiegato ai microfoni RSI Roberto Roncoroni, direttore dell'Opera ticinese di assistenza alla fanciullezza OTAF, dove "il centinaio di residenti, sia nel centro di Sorengo che nei foyer nella zona di Lugano e a Locarno sono rimasti nelle strutture abitative, mantenendo i contatti con le famiglie via Skype". Da dopo Pasqua "abbiamo introdotto uno spazio come nelle case per anziani, per incontri riservati e sicuri, separati da un pannello trasparente".

Gli utenti, dai 7 ai 74 anni di età, ricorda Roberto Roncoroni, "hanno sensibilità e capacità diverse di comprendere l'emergenza (...) Cosa puoi dire a un bambino che può vedere sua mamma solo dietro al plexiglas?". Il ritorno alla normalità è quindi importante "e necessario, perché lo chiedono le famiglie e per ridare la quotidianità fatta di piccole cose e tanti rituali". Si attendono quindi le nuove indicazioni dall'ufficio del medico cantonale.

CSI/pon
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