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Giudici, "più rigore in futuro"

Il Gran Consiglio si è soffermato sulla nomina di due magistrati senza passare dal Parlamento

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In futuro la legge va applicata con maggiore rigore. Lo afferma, in estrema sintesi, il Gran Consiglio ticinese, che martedì pomeriggio ha votato il rapporto della Commissione della legislazione sulla nomina di due giudici attribuiti rispettivamente all’Ufficio del Giudice dei provvedimenti coercitivi (GPC) e al Tribunale penale cantonale (TPC). Il rapporto ha raccolto 72 voti favorevoli, 2 contrari e 2 astenuti.

Le nomine in questione, va sottolineato, sono state effettuate dal Governo senza passare attraverso il Parlamento e questo, su suggerimento del deputato Matteo Pronzini, ha spinto il Parlamento ad attivare l’Alta vigilanza.

Nel dettaglio, per il Parlamento, in un caso (la giudice attribuita al TPC) la questione dell’articolo applicato, che prevede la vacanza di un seggio o un impedimento di tipo durevole, può anche rimanere inevasa. La persona scelta era infatti già attiva in qualità di giudice supplente. Nel secondo l’applicazione dell’articolo è invece corretta in quanto nell’Ufficio del Giudice dei provvedimenti coercitivi era effettivamente vacante un seggio.

"Il Consiglio di Stato non ha mai voluto prevaricare", ha sottolineato il ministro Norman Gobbi, che ha anche espresso soddisfazione per il fatto che la maggioranza del Parlamento ha riconosciuto la buona fede del Governo. In futuro, si è anche detto durante il dibattito, va fatta chiarezza sulle condizioni di applicazione di questo articolo e “l’auspicio non deve rimanere sulla carta”. 

SP

 
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