I misteri di Qumran

Uno studio internazionale in collaborazione con la Facoltà di Teologia getta nuova luce sui rotoli del Mar Morto

  • Stampa
  • Condividi
  • a A

C'è del testo sui frammenti dei Rotoli del Mar Morto conservati presso la John Rylands Library di Manchester. Ne dà la notizia la Facoltà di Teologia di Lugano. Piccoli testi, ma grandi passi per la ricerca, trovati a Qumran ad una quarantina di chilometri da Gerusalemme. Quale l’importanza di queste note?

"I testi manoscritti sono quelli cui è stata data la maggiore importanza", spiega ai microfoni della RSI Marcello Fidanzio, professore straordinario alla facoltà di teologia di Lugano, "Sono stati inviati alcuni frammenti di pelle nel Regno Unito da uno studioso di pergamene. Sono pelli segnate dal tempo e annerite, ma ci sono tecnologie come la fotografia multispettrale che ha permesso di far venir fuori dei testi".

Punto fondamentale di questa scoperta è che l'autenticità di questi frammenti è rara, dopo che si è tanto parlato di falsi. "Dopo il 2002", prosegue Fidanzio", il mercato è stato invaso da una settantina di presunti frammenti di Qumran. A seguito di un'inchiesta indipendente si è visto per esempio che il Museo della Bibbia di Washington, che aveva speso milioni per comprare sedici di questi frammenti, si è dovuto dichiarare che sono tutti falsi".

Inizia ora uno studio multidisciplinare: non solo il contenuto ma anche il materiale saranno analizzati per capire i misteri di questi documenti risalenti al periodo della nascita del Cristianesimo. I risultati saranno pubblicati insieme all'École Biblique et Archéologique Française.

"È solo con l'insieme che noi arriviamo a capire qualcosa di questo periodo, di cui sappiamo pochissimo. I rotoli del Mar Morto sono gli unici testi che abbiamo, in originale, di quel periodo".

Non solo rilevanza storica, ma anche prestigio: la facoltà di Teologia di Lugano con l'Università della Svizzera italiana si trova infatti al cuore delle importanti ricerche su Qumran. Uno dei principali progetti dell'istituto sono gli scavi, i cui risultati sono stati presentati proprio ieri, lunedì, al convegno internazionale e virtuale organizzato dall'Università di New York. Un evento che, grazie alla pandemia, ha portato in quattro giorni 35 esperti di eccellenza del settore a parlare davanti a un pubblico di un migliaio di persone, un'affluenza da record.

 
CSI/Bleff
Condividi