Imposta circolazione, tentativi di accordo

Il Quotidiano di venerdì 25.11.2022

Imposta di circolazione: il Governo rilancia

Il tempo stringe per trovare un accordo sull'iniziativa approvata dai ticinesi a fine ottobre: ora il Consiglio di Stato formula due controproposte

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Non c'è ancora accordo sul seguito da dare all'iniziativa sull'imposta di circolazione approvata in votazione popolare lo scorso 30 ottobre. Ma il Consiglio di Stato, attraverso una lettera inoltrata ai parlamentari oggi, venerdì, ha illustrato due controproposte con il medesimo obiettivo: applicare quanto votato dai ticinesi, senza però svantaggiare le vetture più moderne e senza un eccessivo aggravio per le finanze del cantone.

Nella prima soluzione si apportano correttivi alla formula di calcolo e viene eliminato il coefficiente di moltiplicazione inserito solo 10 giorni fa dall'Esecutivo. Nella seconda, invece, tale coefficiente verrebbe applicato unicamente alle auto immatricolate dopo il 2009.

Ambedue le opzioni manterrebbero la moratoria per i veicoli più vecchi. Ma il dato più rilevante risiede nel fatto che le entrate per il cantone ammonterebbero a poco più di 85 milioni di franchi: una ventina in meno rispetto ad oggi, ma pur sempre di più rispetto a quanto porterebbe, senza correttivi, l'iniziativa approvata a fine ottobre.

In serata, sulle pagine de La Regione, il capogruppo del Centro (ex PPD) Maurizio Agustoni ha però già fatto sapere, a nome degli iniziativisti, che anche queste proposte saranno respinte, in quanto "non rispettano la volontà popolare". 

La questione resta irrisolta e si innesta su un altro dossier delicato: il Preventivo 2023 che il Centro voterà solo se sull'imposta sarà appunto rispettata la volontà popolare. Sempre oggi i partiti di Governo si sono incontrati per una riunione d'emergenza, ma senza esito. E c'è tempo fino a martedì per modificare la formula di calcolo e individuare una convergenza sui conti.

QUOT/ARi
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