L'eccellenza ticinese al fronte contro il coronavirus (USI)

L’Europa chiama, l’IRB risponde

Coronavirus: il consorzio promosso dall’istituto di Bellinzona si è aggiudicato il secondo posto nel concorso della Commissione Europea per combattere la malattia

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Due settimane. È questo il tempo record messo a disposizione dalla Commissione Europea ai  ricercatori di tutta Europa per formulare le loro proposte in merito alla lotta al coronavirus. In palio 50 milioni da suddividere fra le idee più meritevoli, finanziati attingendo al fondo speciale per la ricerca di emergenza del programma Horizon 2020. Il progetto del consorzio promosso dall’Istituto di Ricerca in Biomedicina di Bellinzona (IRB) si è aggiudicato il secondo posto su 91 partecipanti.

“L’eccezionalità della situazione è dimostrata anche dalla celerità del processo fra pubblicazione del bando e tempi di valutazione, che solitamente dura fino a un anno”, spiega il Dr. Luca Varani, direttore di laboratorio all’IRB (affiliato all’USI) e promotore del consorzio di ricercatori - assieme a Davide Robbiani - che inizierà a lavorare sul progetto presso la Rockefeller University a New York, per poi raggiungere l’IRB dove dal 1° agosto assumerà la direzione.

Il consorzio si occuperà di sviluppare nuove immunoterapie contro il Covid-19. I pazienti guariti dal virus hanno nel sangue anticorpi capaci di sconfiggerlo e l’idea è quindi quella di sfruttarli in tre modi diversi e indipendenti, in modo da massimizzare le possibilità di successo e sfruttare i vantaggi di ogni approccio.

Per conoscere questi tre approcci ascolta l’intervista integrale al Dr. Luca Varani.

 
CSI-Luzzani/dielle
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