La caccia sul Piano divide

I difensori dell'ambiente contrari alla proposta dei cacciatori, che piace invece ai contadini

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"E' troppo pericoloso cacciare nel Piano di Magadino!". Così le associazioni a difesa della natura e dell'ambiente reagiscono alla proposta, formulata nei giorni scorsi all'assemblea dei cacciatori, di estendere l'attività venatoria per lottare contro i danni causati dagli ungulati, che nel 2018 hanno superato i 750'000 franchi per l'insieme delle colture ticinesi.

Cervi, caprioli e cinghiali, insomma, sono presenti nella zona e il loro passaggio non lascia indifferenti i contadini, che infatti accolgono favorevolmente la richiesta a condizione che la novità sia ben disciplinata. "Attorno al piano, però, abitano anche 100'000 persone e la sua vocazione è di svago: ci sono persone a cavallo, in bicicletta, che praticano birdwatching,... C'è un problema di sicurezza", replica Francesco Maggi del WWF.

Il Cantone non si esprime poiché ufficialmente non ha ricevuto richieste. Il presidente dei cacciatori Fabio Regazzi intende però sollevare il caso alla prossima riunione della commissione consultiva della caccia.

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