La segnalazione è partita da dei lividi sospetti che disegnavano la forma di una mano sul braccio (Archivio keystone)

La polizia al nido, “uno shock”

La testimonianza di una coppia: “Grazie alle videocamere abbiamo potuto saperne di più” – Galli (Cantone): “Casi rari, siamo molto tristi”

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"Abbiamo visto la polizia al nido ed è stato uno shock. Grazie ai filmati delle telecamere, ci hanno potuto dire che cosa era stato fatto o non fatto alla nostra bimba”. A raccontarlo alla RSI - in forma anonima – è una coppia, tuttora sotto shock, che portava la figlia all'asilo nido del Luganese finito nell'occhio del ciclone dopo l'arresto negli scorsi giorni di due educatrici.

La segnalazione è partita da un genitore che ha notato dei lividi sospetti che disegnavano la forma di una mano sul braccio. E sempre i genitori hanno poi insistito per far installare delle telecamere nella struttura, che la polizia ha piazzato in giugno. Quando a metà settimana gli agenti si sono presentati all'asilo nido c'era quindi materiale probatorio sufficiente per arrestare e incriminare le due donne.

L’arresto della 41enne cittadina portoghese e della 24enne cittadina svizzera, come noto, è stato confermato dal giudice dei provvedimenti coercitivi e, stando a nostre informazioni, le due donne avrebbero ammesso parzialmente i fatti. Ad aver subito i maltrattamenti sarebbero stati i bimbi più piccoli dell'asilo nido. Si parla di strattonamenti, bimbi tenuti fermi con la forza al cambio pannolino, pannolini lasciati sporchi per ore, pianti prolungati dei piccoli e risposte cattive quando i bimbi chiedevano dei genitori.

Galli (Ufficio sostegno famiglie e giovani): “Casi rari, siamo molto tristi”

”Innanzitutto abbiamo dei criteri di autorizzazione e riconoscimento abbastanza elevati e ogni 2 anni facciamo una vigilanza ordinaria esaminando tutti gli aspetti qualitativi – spiega ai microfoni della RSI il responsabile dell'Ufficio cantonale del sostegno a enti e attività per le famiglie e i giovani Marco Galli. “Ovviamente poi abbiamo anche una vigilanza straordinaria che parte dalle segnalazioni, che possono essere da parte dei genitori, ma anche dei collaboratori delle strutture. In questi casi interveniamo con un controllo a sorpresa: se riscontriamo elementi di natura penale viene fatta immediatamente la segnalazione alla polizia in modo che si possa intervenire prontamente”.

I casi che sfociano nel penale sono rari, si parla di uno ogni 7 anni, anche se questo non sminuisce la gravità dell’accaduto: “Anche noi siamo molto tristi per questi fatti e manifestiamo la nostra vicinanza alle famiglie e, compatibilmente con gli obblighi dell’inchiesta, il nostro ufficio garantirà che se la struttura rimarrà aperta è perché saranno rispettati tutti i requisiti del caso. Rimaniamo d’altro canto a disposizione delle famiglie per ogni tipo di supporto e per la ricerca di soluzioni alternative, ma anche eventualmente tramite il delegato per l’aiuto alle vittime”.

Alcuni genitori sono già stati sentiti in questi giorni dalla polizia, che ha riferito loro quanto subito dai figli. La struttura nel frattempo ha assunto tre nuove educatrici, ma diversi genitori hanno deciso di non riportare lì i propri piccoli, chiedendo un rimborso della retta

Luganese, arrestate due educatrici

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Il Quotidiano di domenica 06.09.2020

 
CSI/dielle
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