Si sono tenuti oggi, mercoledì, nella cattedrale di Lugano i funerali della giovane Sofia, una delle vittime dell’incendio nel bar di Crans-Montana. La quindicenne era residente in Ticino, a Castel San Pietro, e sono moltissime le persone che hanno partecipato alla cerimonia. L’omelia è stata tenuta dall’amministratore apostolico della Diocesi di Lugano, Alain de Raemy.
SEIDISERA ha raccolto le sue riflessioni mercoledì mattina, alcune ore prima del funerale: “Ci saranno tanti giovani, amici di scuola, amici della famiglia, familiari. Per me sarà importante dare un segno di speranza per la vita: vita eterna per Sofia e vita che va avanti per tutti noi. Un messaggio di incoraggiamento a vivere la vita da giovani, con la speranza che può dare davvero la fede”, dice De Raemy ai microfoni della RSI.
Il funerale è stato celebrato mercoledì nella cattedrale di Lugano
Come spiegare ai giovani tragedie come quella avvenuta nella notte di Capodanno a Crans-Montana? L’amministratore apostolico ricorda che le spiegazioni arriveranno, perché “dall’inchiesta in corso vediamo che nell’incendio ci sono delle responsabilità”. E aggiunge: “È vero che catastrofi naturali o altri incidenti sono eventi che accadono nella vita e fanno parte della vita, così come ne fa parte la morte. Forse questo aspetto lo mettiamo troppo in disparte, non ne parliamo, lo nascondiamo”.
Anche la celebrazione di un funerale consente, secondo De Raemy, di portare sollievo: “Ritrovarsi insieme, condividere la preoccupazione dell’uno per l’altro quando si soffre: questo stare insieme fa parte della nostra umanità e aiuta tanto”. L’amministratore apostolico dice che “talvolta c’è la tentazione di celebrare i funerali nell’intimità”, ma sottolinea che è un momento “in cui c’è il bisogno di aprirsi, di mostrare la sofferenza, che permette la solidarietà, l’espressione del benvolere degli altri”.
A Crans-Montana “le lacrime dei soccorritori”
Alain de Raemy ha partecipato anche alla messa per le vittime, celebrata domenica 4 gennaio a Crans-Montana. “Ho visto le lacrime dei soccorritori, per i quali si è trattato di un momento molto, molto importante” ricorda. E spiega: “Attraversando la folla per andare a depositare i loro fiori in omaggio alle vittime, sono stati sorpresi da uno spontaneo applauso dei presenti: li ho visti piangere tanto, come i genitori e gli amici delle vittime”.
La messa per le vittime che è stata celebrata domenica 4 gennaio a Crans-Montana
Di fronte alla tragedia di Crans-Montana, De Raemy ha provato tanta tristezza ma anche tanta speranza: “L’amore che proviamo per un’altra persona, anche se non la conosciamo. Il fatto di abbracciare l’altro perché sta piangendo, anche se non è un amico, anche se non l’ho mai visto prima. È un’espressione dell’umanità più profonda che ci lega. Questo è quello che ho visto, anche nella tristezza” conclude.

I funerali di Sofia, le parole del Vescovo
SEIDISERA 07.01.2026, 18:00
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L'ultimo saluto a Sofia
Il Quotidiano 07.01.2026, 19:00










