Per il rientro in classe saranno necessari degli accorgimenti sanitari (Ti-Press)

La scuola vuole tornare in classe

In Ticino ci si aspetta di poter riprendere l'insegnamento in aula da settembre, ma ci si prepara anche per una situazione ibrida e alla scuola a distanza

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"Ci aspettiamo di poter cominciare il prossimo settembre con la scuola in presenza, anche se con qualche accorgimento sanitario". È quanto ha spiegato Manuele Bertoli, direttore del Dipartimento educazione, cultura e sport, alla tradizionale conferenza stampa che chiude l’anno scolastico. Si proverà quindi a ripartire a pieno regime, non senza però prevedere e preparare altri scenari: quello ibrido e quello della scuola a distanza. Le consultazioni con le parti in causa partiranno a breve.

 

L'anno che si chiude è stato "complicato, di sfide ma anche di opportunità" ha detto Bertoli, che promuove le parziali riaperture dello scorso 11 maggio: "Abbiamo corso un piccolo rischio, ma abbiamo evitato importanti danni educativi". Finora inoltre non si sono riscontrati contagi a scuola. "Se non avessimo Riaperto - ha chiosato Bertoli - oggi ci chiederebbero perché le scuole sono ancora chiuse".

 

Un sostegno per gli apprendisti

Sono 356 i contratti di tirocinio firmati fino ad oggi, circa 150 in meno rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. La situazione è considerata sotto controllo, ma ci vuole una accelerazione per raggiunger l’obiettivo di 2'500 posti. A questo scopo è stata presentata la strategia "Più duale plus", che prevede un contributo di 2'000 franchi per chi assume un apprendista, per un investimento totale di 3,5 milioni di franchi.

Ticino, tutti in classe a settembre

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TG 12:30 di giovedì 18.06.2020

Chiude un anno scolastico particolare

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Il Quotidiano di giovedì 18.06.2020

Difficoltà per gli apprendisti

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Il Quotidiano di giovedì 18.06.2020

 
Paolo Ascierto
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